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Traffici illeciti di ironia

Mentre mi addormentavo pensavo a come e quanto scarseggi sempre più l’ironia.

Anche là dove non te lo aspetteresti, ti ritrovi dinanzi persone dallo sguardo vacuo, fisso o un po’ torvo, perplesso o assolutamente smarrito. E ti domandi dove sia finita, dove l’abbiano nascosta l’ironia. O magari, pensi, non ne hanno mai avuta. Boh. Non sto nemmeno a citarla l’autoironia, che poi è solo l’altra faccia della stessa medaglia. Di nuovo: boh.

L’ultima immagine che ricordo è quella di una figura indistinta, seminascosta dietro un angolo, mentre qualcuno furtivamente le si avvicina, volto scavato, occhiaie bluastre e sussurra: “Aò ce l’hai mpo’ de ironia?” e velocemente i due si scambiano qualcosa che sparisce, occultata in qualche tasca.

Poi tutto si fa più confuso. Pezzi di immagini che si intersecano.

Intercettazioni telefoniche ed ambientali che rintracciano partite di ironia pronte per lo smercio.

E poi i servizi segreti che creano falsi dossier per insabbiare vicende e scandali. Come quello sulla Banda dell’Ironia, che pare che per un certo periodo i due abbiano cooperato, per far sparire le tracce di certi misfatti: gente che s’è lasciata scappare un risolino o una battuta e poi l’hanno trovata misteriosamente impiccata. E senza contare il coinvolgimento del Vaticano, nelle cui banche pare vada a finire tutto il traffico di ironia. Anzi, è proprio lì che avviene il riciclaggio: l’ironia arriva, viene trattenuta, viene ripulita e, al momento giusto, la si fa uscire sotto forma di “fede”.

La gente ha paura. Ogni giorno si legge di sempre più frequenti perquisizioni della Guardia di Finanza. Piombano in casa, dicono che hanno ricevuto segnalazioni circa la coltivazione di ironia in qualche piccola serra casalinga o magari direttamente sul balcone e sequestrano tutto.

Chi ne ha ancora un po’ cerca di nasconderla ovunque. Non è più consentito l’uso personale, nemmeno in piccolissime quantità.

Anche io ho paura, perchè ne ho e ne faccio uso e mi domando dove metterla, dove occultarla, senza farlo sapere in giro, nessuno deve sospettare. Mi cascassero i denti se mi faccio scappare un ghignetto, una parola. Seria ed estremamente politically correct! Guai ad apparire diversa. Ma dove la nascondo?

Poi mi viene in mente mamma, che metteva il brillocco di fidanzamento nei bicchieri di cristallo della vetrinetta in sala. Diceva: “Così si confonde e non lo trovano”.

Ecco! Ho quel servizio di tumbler alti anni ’70 che mi ha regalato un mio amico quando sono venuta ad abitare qui. Sono raffinati, in cristallo finissimo e con il fondo colorato. Di sicuro lì dentro nessuno la troverà.

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10 risposte a “Traffici illeciti di ironia

  1. cavallogolooso ⋅

    l’ironia può essere amara. Ma è sempre ironia. Che non diventi sarcasmo però. Sul resto devo dire che concordo parecchio. L’ironia è sempre più scarsa e anche l’umorismo tout-court. Le pagliacciate, le freddure, le battutine colascureggia, quelle ci sono. Ma basta vedere zelig (e dico Zelig, mica teatro) di 10 anni fa per capire che non siamo noi più tristi: le battute erano migliori. E la gente è più idiota, la gente ha bisogno della risata forte sotto. La gente al cinema si imbarazza e si sente idiota quando tu ridi (forte) alle battute che loro non avevano capito. Qualche volta si prendono coraggio e ridono pure loro… e stanno meglio perché ridere fa comunque bene. Se non hai capito perché ma puoi farlo con gli altri, almeno non ti senti scemo, dev’esser questo.

    L’ironia è un’altra storia, ti ripeto: già con l’umorismo siamo messi male.

    E io ne cerco: chi mi fa ridere con qualcosa che valga la pena, è il benvenuto. Persino con l’amarezza (anche se ora tollero molto meno… sto troppo male) … ma quando rido e piango assieme e non capisco quale dei due lati della medaglia sia quello che prevale… ringrazio comunque il bastardo che è riuscito nell’intento di ricordarmi che cosa posso provare.

    Ora, comunque, io consiglio il fumetto (anche online) zerocalcare. Se poi COMPRI “un polpo alla gola” , purtroppo non si ride solamente. Se vuoi riferimenti più alti, non ne ho. L’ultimo libro di Woody Allen NON mi ha fatto ridere affatto. Quelli vecchi si.

    Grazie per il tuo post, comunque, ci voleva. E giuro che ho letto due volte Eroina… sarà stato un mezzo calembour ma io ci sono cascato tutto!! 🙂

  2. cavallogolooso ⋅

    L’ha ribloggato su Depresso Gioiosoe ha commentato:
    Prendete e leggetene tutti, questa è la nuova ed eterna ironia offerta per voi e per tutti in remissione dell’idiozia. Fate questo in memoria dell’ironia che fu. Amen.

  3. L.

    Il signor L. frequenta altri paesi europei e può assicurarle che altrove è merce ancora più rara che in italia 🙂

  4. A mio parere se la infili fra le righe di un blog sono rarissimi quelli che ancora riescono a individuarla, che nemmeno con i cani la scovano! E quelli che la trovano, se la trovano è perché ne fanno uso, quindi son complici e gli altri si attaccano!

  5. masticone

    e comunque tu sei una grande e ci terrei a che tu venissi a San Siro a prendere una birra con noi prima del concerto, davvero.
    E questa NON è ironia…

    • Piacerebbe molto anche a me, che prendere birre con sconosciuti in altre città è stata per me una consolidata abitudine (e anche questa non è ironia), ma spiacevoli contingenze familiari mi tengono bloccata a Roma. Credo, infatti, che impazzirò. Ma una birra in più bevila anche per me, per favore.

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