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I luoghi che ti salvano

Lì nel luogo in cui vado un paio di giorni alla settimana c’è un gran via vai di gente di ogni tipo.

E’ un posto che amo immensamente e che ha la capacità (rara, rarissima qui a Roma) di farmi stare bene e farmi sentire a mio agio.

Il via vai è composto da un eterogeneo miscuglio di studenti, immigrati e, in misura nettamente inferiore, persone come me.

Stanno lì tutti insieme e per lo più non interagiscono fra loro: gli studenti pensano ai cazzi loro, gli immigrati (per lo più del Nord Africa e Medio Oriente, ma anche qualcuno dell’Est) stanno fra loro a parlare, a bere una birra, a fumare o vi transitato soltanto, mentre quelli come me arrivano, fanno quello che devono fare e se ne vanno altrettanto rapidamente senza cagare nè gli uni nè gli altri.

Io, invece, arrivo sempre prima dell’orario in cui dovrei essere lì per potermi sedere su una panchinetta di pietra sempre lercia e appiccicosa delle bevande che, inevitabilmente, vi vengono rovesciate. Mi metto lì ad ascoltare musica, isolandomi acusticamente, e a fumare. E, spesso, attendo l’uscita della mia amica bibliotecaria, che un paio di volte mi ha fatto entrare nella “stanza segreta” per mostrarmi dei testi di qualche secolo fa, che a toccarli mi tremavano le mani e mi hanno trasformato immantinente in Peter Kien (che, tanto, quella è la fine che farò prima o poi). Ma io questa cosa della bibliotecaria non ve l’ho mai detta eh, che non si può.

Di solito, però, non riesco mai ad ascoltare prolungatamente la musica, perchè, dopo poco che sono lì, arriva sempre qualcuno a chiedermi una sigaretta.  Gli studenti chiedono, prendono e se ne vanno. Gli immigrati, invece, si fermano sempre per due chiacchiere e io ne sono molto felice.

La cosa che più mi piace è che mi fanno un sacco di domande, soprattutto sul perchè io mi trovi lì. Perchè non ho l’età degli studenti, sono italiana, ma me ne sto lì seduta a fumare da sola come fanno loro. Le loro domande, spesso personali, legittimano le mie ed è a quel punto che traggo il massimo del piacere. Perchè in questo modo vengo a conoscenza di tante storie, personali, belle, tristi e così piene, intense d’umanità che, finalmente, mi sento piena di ciò che da sempre vado cercando.

Un paio di settimane fa ho anche incontrato il tizio che sta sempre seduto sotto casa mia a chiedere soldi e che, oramai, conoscendomi, mi saluta ogni volta che passo con il suo: “Ciao amore, come va oggi? Tutto bene?”. A volte mi fermo a chiacchierare con lui, gli porto un cappuccino bollente, come piace a lui, gli offro sigarette.

Quando l’ho incontrato in quel posto, stava con un amico e appena mi ha vista mi ha abbracciata e baciata e ha detto all’amico che io sono una sua”cara amica”. Mi fa ridere perchè è sfrontato da morire con tutti quelli che gli passano accanto. Mi ha detto: “Beh dai, dammi la solita sigaretta amore, però stavolta il caffè te lo offro io e se non lo prendi mi offendo”. Così ho dovuto bere un caffè che non mi andava, ma preso alla macchinetta, che quello del bar interno costa troppo.

Ieri, invece, dopo aver pagato il dazio della solita sigaretta, ho conosciuto un afghano che mi ha chiesto di poter parlare in inglese perchè non capiva bene l’italiano. Mi ha raccontato di tutti i posti in cui è stato e ci siamo scambiati le relative impressioni sui luoghi in cui anche io sono stata. Parlava benissimo in inglese e mi ha detto di parlare perfettamente anche il norvegese e abbiamo riso insieme delle poche parole in suomi che conoscevamo. Gli ho chiesto per quale cazzo di motivo avesse scelto di venire in Italia, visto che è stato in posti migliori di questo. E mi ha risposto: “Non lo so, ma so che ho sbagliato”.

Domani tornerò in quel posto a bere ancora un po’ di quell’umanità che mi dà l’energia per sopravvivere alla tanto serrata, chiusa, perbenista, mediocrità che normalmente mi circonda.

 

 

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2 risposte a “I luoghi che ti salvano

  1. marco

    Mi è piaciuto molto questo post! E complimenti per il tuo modo di essere! C’è sempre da imparare dal confronto con altre persone, specie di una cultura differente dalla tua, sia per etnia che per livello sociale, sia italiana o straniera, è fondamentale scambiarsi esperienze. Le cose che mi irritano invece sono i luoghi comuni, i discorso mediocri che non fanno altro che imbruttirti, sono tornato a lavoro dopo una settimana di ferie e mi sto accorgendo che ogni giorno i discorsi banali e volgari sono violenza per le mie orecchie e per la mia anima. Per fortuna so che c’è gente che la pensa come me, questo mi impedisce di chiudermi e di abbassarmi al livello dei più

    • Mi piovi sul bagnato. Io cerco tutte le diversità, tutte, tutte, tutte, anche le più reiette. Consiglierei a chiunque di farsi un giretto nelle carceri, di imboccare clochard nei pronto soccorsi, di assistere gli anziani, di uscire da sè e infilarsi nell’altro, qualsiasi altro. Non necessariamente per giustificare tutto, ma per comprendere. Mi sono lasciata attraversare da qualsiasi cosa, davvero qualsiasi, perchè è l’unico senso che riesco a trovare nella mia vita.

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