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Ordine e caos

Ho sempre pensato che un animo inquieto necessitasse, per potersi placare, di un certo ordine interiore.

Per la verità non so se davvero sia stata io a pensarlo o se milioni di messaggi più o meno velati mi si siano insinuati dentro portandomi a certe conclusioni.

Oggi ho tentato di ricostruire, come fotogrammi, i momenti migliori della mia vita, per effettuare una sorta di verifica.

E non c’era nulla di ordinato in nessuno di quei fotogrammi.

L’ordine è ciò che tutti gli eventi infausti e dolorosi della mia vita mi hanno imposto perchè io potessi fronteggiarli.

Tutto ciò che ho riordinato è sempre stato il dolore. L’ho incasellato per controllarlo, per gestirlo, per sistemare tutti i pezzi. Tutto velocemente. Perchè non ho mai potuto avere il tempo di digerirlo, metabolizzarlo, lasciarlo sedimentare piano.

Il continuo stato di emergenza in cui ho vissuto mi ha sempre richiesto risoluzioni pronte e rapide. Ed io come un bravo soldatino ho eseguito.

Tutto velocemente e in perfetto ordine.

E’ assurdo, ma è come se non avessi mai avuto il tempo per poter soffrire e, così, non ho mai smesso di farlo.

Soffrire nel tempo libero.

Poi c’è la società che vuole che, crescendo, si diventi ordinati. Il lavoro (fa ridere pensarlo ora), la famiglia, i figli. E tutte le convenzioni possibili.

Ma oggi ci ho pensato intensamente, domandomi quando sia stata più felice o soddisfatta o piena di quella vita che mi straripa, che fuoriesce ovunque e che tento di contenere.

E tutto c’era in quei momenti, fuorchè ordine.

No. C’era ordine, ma era un ordine diverso da quello che comunemente potrebbe essere definito ordine.

C’era il mio ordine.

Sono stati tutti quei momenti in cui ho seguito le mie priorità. E le mie priorità non avevano niente a che vedere con l’ordine che l’esterno mi imponeva.

Erano talmente poco ordinate le mie piorità, talmente istintive, talmente coraggiose o folli, che, ora me lo sto ricordando,  mentre vivevo la mia vita, chi la osservava sgranava gli occhi stupefatto e io mi domandavo cosa ci fosse di tanto strano.

Adesso so, adesso capisco quegli occhi sgranati.  Perchè i miei occhi hanno finito per somigliare a quelli di chi mi osservava.

E’ vero, un animo inquieto ha bisogno di un ordine interiore. Ma deve essere il proprio ordine. E se quell’ordine è dato dal lasciar straripare senza contenzione, negli atti e nelle parole, tutta la vita e l’energia che da troppo tempo mi soffocano chiuse dentro, stringendomi la gola, allora è così che devo fare.

Perchè così non mi sono mai fatta male.

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7 risposte a “Ordine e caos

  1. marco

    Ti invidio per avere trovato immediatamente questa capacità di gestire il tuo personale ordine-disordine, è interessante anche il fatto che non ti sia lasciata soffocare dal dolore grazie a questa velocità di assimilazione!

    • Beh “immediatamente” è un eufemismo, considerato che ho quasi 40 anni. E, per la verità, mi sono lasciata soffocare dal dolore proprio perchè non l’ho assimilato. L’ho solo messo in ordine, nel cassetto del dolore, perchè non potevo permettermi di viverlo davvero. Dovevo correre ad occuparmi delle emergenze e per farlo dovevo necessariamente controllare il dolore. Ma il dolore, invece, va vissuto, ci si deve poter lasciare andare al dolore, altrimenti non avviene mai quella “elaborazione del lutto” necessaria al suo superamento.
      Ecco, questo intendevo dire.
      Grazie per il commento.

      • marco

        Credo di aver capito adesso.. Io ho passato questi ultimi due anni a correre, a non pensare apposta a niente, per non pensare al dolore, oppure a fare cose in modo frenetico, e forse già negli anni precedenti e sempre la mia vita è stata così. Ora mi sono accorto che tutto questo correre non va da nessuna parte; è vero che per le persone particolarmente sensibili è difficile affrontare il dolore, però se da un lato sarebbe quasi inumano affondare completamente in un dolore per capirlo, dall’altro non ha neanche senso fuggire per non pensarci! Bisogna metterlo in ordine, appunto, come hai spiegato nel tuo post, e poi andare avanti per i fatti nostri aperti al mondo, sennò diventa una reliquia : )

  2. L.

    “Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa”, titolo scritto da un ingannatore e per questa ragione pieno di verità.

  3. bakanek0

    Seguire un proprio ritmo interiore, senza farsi soffocare dall’ordine imposto, se così si può dire. Un saluto sorridente 🙂

  4. r.

    Quando certe persone mi guardano con occhi sgranati e stupefatti capisco che sto seguendo il mio ordine, e godo da morire, per un verso, e spero di non farmi troppo male, per un altro. Ma il mio ordine è quello, e lo seguo. E c’è una cosa certa, una, ed è che quelli degli occhi stupefatti e sgranati non faranno mai parte del mio assurdo ordine, l’ordine che suona, in accordo, con io mio cuore e con la mia anima, e fiuta quello che non gli piace come i felini, come gli animali. Altro che libri e filosofia, siamo animali, ma a volte ce lo scordiamo…

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