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Fuck that shit!

S’è fatta viva l’esigenza in me di fare un po’ d’ordine in questo posto.

Allora, cominciamo: voi, buonisti e perbenisti, che, vi vedo, siete tutti in prima fila e siete la maggioranza, tutti fuori!

A seguire a ruota tutti i politically correct; le madamine e i madamini, occhi sgranati, manina sulla bocca: “Ha scritto cazzo e vaffanculo?! Oddio!!!”; quelli che “noi si parla solo di cose serie”, insieme a quelli che: “delle cose serie si parla solo seriamente”, che in genere stanno bene tra loro.

Cortesemente, accomodatevi tutti fuori.

Poi, tutti quelli che: “Per me il rispetto è la cosa più importante in assoluto, io rispetto tutto e tutti, però: tu ti sei promiscuamente e ripetutamente accoppiata con molteplici uomini nonchè donne e quindi sei una troia pervertita; i gay non sono malati, però, di sicuro, non sono normali; a me mi piace ammanettare mia moglie al letto, morderla e schiaffeggiarla sul culo e chiamarla brutta puttana, ma i sadomasochisti sono tutti malati”. Ecco, tutti questi, fuori e anche di corsa e saltellando, op op op!

Andiamo avanti.

Voi che “a noi se non c’è il drammone, lo stuporone o il cuoricione non ci piace”, prego, accomodatevi, la porta è laggiù. Cortesemente se potessero seguirli anche: i puzzetta sotto il naso, i finto-maledetti e le signorine gonnelline a fiori che parlano di tovagliette a ricamini e chiamano la merda “pupù”. Le ultime due categorie facessero conoscenza tra loro che di solito si trovano bene.

E ancora.

Tu, grande scrittore affermato che stai a fare le pulci a tutti, cazzo fai qui? Vai a scrivere i tuoi libri.

Tu “sono tanto tanto sensibile e fragile, capito brutta puttana???”. Ahahahahaha! Fila via va, che lo fo per amor tuo.

Tu che: “Se sei contro la guerra e la violenza, non puoi essere appassionata di armi e arti marziali”. E perchè? “Perchè no”. Ecco, vai, ciao.

Tu che: “Hai 39 anni e hai solo amanti molto più giovani di te e non vuoi mariti nè figli, lo capisci che non è normale?”, vai a fare compagnia a quello prima di te.

E via tutti quelli che non sanno a memoria la sceneggiatura di Pulp Fiction in lingua originale, comprese le battute tagliate poi da Tarantino!

Ok, ho esagerato. Rimangano pure quelli che si ricordano almeno un pochino il film. Anche vagamente. Anche solo più o meno de che stamo a parlà.

Tu! Laggiù in fondo! Che fai là da solo ormai?

“Ma, io, veramente, volevo rimanere…”.

Se vuoi stai, però, occhio, che se mi fai girare le palle, vai fuori pure tu eh.

“Ma poi rimani da sola”.

Da sola? Ma se c’è un mondo fuori di qui! Minchia, ma non sei mai uscito?

“No, non negli ultimi 3 anni, perchè io mi sento tanto figo qui che ho 891 followers e ogni volta che scrivo “cacca” ho almeno 431 mi piace e 297 commenti “.

Fuoooooooooooooriiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!

 

 

 

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17 risposte a “Fuck that shit!

  1. Emilia

    Sul blog si possono cacciare, nella vita reale bisogna estromettersi dalle convenzioni sociali e sbottare. Minchia che fatica la gente.

    • Anche nella vita reale si possono cacciare. Oppure prendere per il culo. As you like.
      E come ci si sente ad essere musa ispiratrice di questa mia finissima composizione?
      I diritti sul titolo sono tuoi.

      • Emilia

        Mi sono espressa male: nel blog c’è una spazialità definita, il dentro (del blog) contrapposto al fuori (il resto della blogosfera, internet, whatever), nella vita c’è una dispersione graduale tra il supervicino (se stessi) e via via il superlontano (gente di cui non ce ne frega un emerito).
        Musa ispiratrice? Ahah, mi fa affondare nel vizio umano (virgola troppo umano punto) del provare piacere, sentirsi lusingati quando qualcuno che si stima mostra apprezzamento. Diciamocelo, siamo un po’ tutti cagnolini pronti a salivare al minimo “dlèng dlèng”.
        Saluti.

      • Non ti sei espressa male, sono (ero) io che non ho (avevo) capito. Io, invece, sono stata superficiale nella risposta. Nella vita reale mi diverte moderatamente, per un breve lasso di tempo, mantenere nel vicino persone di tal fatta per “giocherellare” un po’. Perchè, in fondo, mi diverto con poco.
        Apprezzatissima citazione, la tua.
        E, comunque, la tua tendenza alla ultra-precisazione mi fa impazzire, quindi, sentiti pur lusingata, ma niente “dleng”!

      • Ah, sul “si stima” ho glissato per mero pudore.
        Dlèng.

  2. L.

    Il signor L. stasera è nudo, Parigi finalmente è un po’ più mite, può rimanere così o deve filare via a vestirsi? 🙂

  3. Mi accomodo in fondo, cercando di non farmi vedere,
    temo di rientrare in almeno un paio delle categorie sopra citate! 😛

  4. Grazie Tilla 😉
    faccio un piccolo passo avanti allora!

  5. Sì?… Ma anch’io devo fare i bisogni nella piazzola?

  6. Oh! Signora Tilla benedetta, ma per Lei son tutt’orecchi, che qui di echi (notare la rima) ne arrivan tanti. Mi sistemo sulla sedia ad ascoltare.

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