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God save the Queen

Un giorno arriva un tizio che mi prende per mano e mi chiede di seguirlo.

Mi porta in una stanza enorme, impreziosita d’ogni sorta di gemma. In fondo c’è un trono dorato.

Il tizio mi dice: “Su su, si accomodi lì, quello è il suo trono e lei è la Regina”.

Io lo guardo scettica e timorosa: “Guardi, ci deve essere un errore: io sono un po’ una merda, non posso essere la Regina”.

Il tizio insiste: “Non c’è nessun errore. Quello è il suo posto. Si sieda prima che entri tutta la corte”.

“La corte? Ma che stai a dì? Guardi controlli bene, perchè sarà un caso di omonimia. Io sono la fallita, la deludente, quella che non vale un cazzo, sono la troia, la stronza e la stupida”.

Il tizio controlla i registri, mi fa una scansione dell’occhio.

“Nessun errore, basta storie! Si sieda e faccia la Regina!”.

Mi intimorisco e mi seggo sul trono. Penso che prima o poi se ne accorgeranno che hanno sbagliato persona.

Entra la corte.

Tutto uno stuolo di persone che si inginocchia, che rende omaggio.

Dio mio che ansia! Ma che vogliono questi da me? Ma chi cazzo sono? Non so che devo fare qua.

Chiamo il tizio, gli chiedo di avvicinarsi e gli bisbiglio nell’orecchio: “Psss, ma mo che devo fà? Che fa una Regina?”.

“Una Regina prende decisione, si assume responsabilità e impartisce ordini”.

Ma che scherziamo? Ma che davero? Ma a me sta cosa non è che mi piace tanto.

Chiamiamo Signore và, che lui mi sa consigliare. “Signore, seeeenti, qua dicono che devo fare la Regina, che devo fare?”.

“E tu falla, divertiti, gioca, però non dimenticare mai mai mai che sei una cogliona”.

“Va bene, mo me lo segno”.

E allora impartisco ordini. Tu! Fà questo e quello! E tu! Non fare quest’altro! E decido per tutti. E tutti a inginocchiarsi ed eseguire.

Penso: “Minchia, questi davvero ci credono! Davvero pensano che io sia la Regina”.

Ogni tanto arriva un riottoso che urla: “Tu! Tu non sei la mia Regina, io non riconosco la tua autorità, non eseguirò i tuoi ordini!”.

Allora io mi alzo in piedi e lo fisso: “Ah davvero? Guardami negli occhi. Davvero pensi che io non sia la tua Regina?”.

E quello crolla in ginocchio, come tutti gli altri.

Cazzo! Funziona! Ma tu guarda… funziona davvero!

E così passano i giorni. E passano gli anni.

E io mi annoio sempre di più. Tutti i cavalieri e i cortigiani e le guardie e l’esercito e i consiglieri e le cortigiane invidiose, e che palle! Non si sta mai in pace qui dentro. Non si può fare una passeggiatina senza che ti sbuchi qualcuno da una siepe implorando qualcosa. E no eh!

Ma ogni tanto rileggo l’appunto: “Ricordati che sei una cogliona!”.

Poi penso che, in fondo, se io sono la Regina posso ordinare qualsiasi cosa e tutti devono eseguire. Uhmmm.

Allora un giorno entro nella sala del trono, raduno la corte e leggo il nuovo editto: “Cari sudditi, vi ordino di andare tutti fuori dalle palle e vi ordino altresì di cercarvi una nuova Regina. Il trono però me lo tengo perchè è comodo. E adesso fuori!”.

Tutti sono un po’ interdetti, si guardano, non capiscono bene. Qualcuno urla: “No! Tu ci hai detto d’essere la nostra Regina, adesso non puoi smettere d’esserlo!”.

Ma io rispondo: “Io non vi ho mai detto un piffero, siete voi che avete voluto credere in ciò che più vi piaceva credere. Voi avete creduto in quello che desideravate, in quello che voi volevate”.

E piano piano, borbottando incazzati, tutti se ne vanno.

Rimango sola nella sala. Mi tolgo le scarpe d’oro, la corona e butto lo scettro. Mi siedo di traverso sul trono, apro un libro e comincio a leggere nel più totale silenzio.

Adesso sì.

Ora sì che sono davvero la Regina.

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13 risposte a “God save the Queen

  1. Emilia

    Sei geniale.
    Non so per quale motivo, ma il post mi ha ricordato questa canzone: http://www.youtube.com/watch?v=kjrUOlK2714

    “It’s a very dangerous thing
    to do exactly what you want,
    because you cannot know yourself
    or what you’d really do

    With all your power
    What would you do?”

    • La genietta che mi dà della “geniale”? Questa è una data memorabile! Il testo si confà, parecchio. Si confà anche alla mia vita in generale.
      Sei l’unica che comprende certe mie cosette. Fossi in te mi preoccuperei.

      • Emilia

        Preoccuparmi di capire una donna geniale? Nah.
        Il fatto di capire “delle cosette” di una 39enne, nonostante io abbia 20 anni, fa sì che la mia vita socio-amorosa sia alquanto desolante: mettiti nei miei panni, immaginati di avere intorno solamente 20enni.. naive, ancora a casa con mammà, etc etc.. ARGH.
        Ti prego dimmi che crescendo gli uomini migliorano :O

      • Genietta mia, temo proprio di no. Non migliorano. Quelli che a 20 sono come descrivi, a 40 avranno caratteristiche analoghe, aggravate dal fatto che sono spenti ed appiattiti. Il procedimento di appiattimento solitamente comincia intorno ai 30 anni. Ma, come ben sai, io attribuisco colpe maggiori e ben più gravi alle donne. Ma lo vedi da chi siamo circondate? Madri che se tengono i capoccioni dei figli attaccati al seno e li educano a scegliersi una donna che, in futuro, diventi poi la nuova mamma. E le femmine che lottano per l’accaparramento del maschio, che di solito è una mezza tacca, le hai mai viste? E quando mai cambieranno questi? Poi ti ritrovi i separati tristoni che scrivono le stesse mail a tutte elemosinando attenzioni. Io, però, ti suggerisco di fottertene degli uomini (che spesso sono beni fungibili), di non attribuire loro troppa importanza. Gli uomini, come tutto nella vita, vanno e vengono. Sticazzi. Io, da tempo, mi son rotta i coglioni di fare troppi minuetti. Si può anche star lì a far duetti per un sacco di tempo, ma prima devo capire se ne vale la pena, se mi divertirò. E allora giro con un AK47 che è la mia autenticità, la mia personalità. Te la punto in faccia, se ti caghi addosso, non ti piace, c’è qualche problema, vai, ciao. Senza rancori. Ma se piace, allora è quella mia autenticità che OBBLIGA gli altri a calarsi le braghe e mostrare la loro. E’ l’unico consiglio che so darti. (Grazie per la donna geniale, m’ha commossa stavolta).

      • Emilia

        In sunto, essere dirette e non aver paura di esserlo.
        Anche io sto cominciando a pensare che non ne valga davvero la pena, che, appunto, gli uomini vadano e vengano. Però sarebbe bello poter riuscire a crederci (ancora) che esista un Lui con cui si possa far coppia fissa. Bah.

      • Massì che ci può essere. A parte che hai 20 anni che te preoccupi? Ci sono le belle persone in giro. Non darti pena ora per questo. Guarda, il mio migliore amico, che ha la mia età, ha avuto a dicembre una bambina con la sua compagna e stanno insieme da 9 anni e mi sembrano sereni. Poi io li monitoro e rompo il cazzo in caso. Si sono conosciuti a 29 anni, ce n’è di tempo. Loro sono così. Io sono diversa, ho un’indole diversa. Non ho mai voluto mettere su famiglia.
        E comunque credo fortemente che non aver timore d’essere ciò che si è consenta a sè stessi di discernere meglio tra le persone e soprattutto d’essere amati ed apprezzati realmente e non per qualcosa che qualcuno ha pensato di poter vedere in te.

  2. non dimenticartelo mai mai mai …

  3. c’è della saggezza qui…

  4. giacani

    Non si capisce quanto ce stai a cojona e quanto dice cose serie. Anzi, si capisce benissimo!

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