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Stanotte l’aria è più dolce.

Forse si potrebbe anche dormire.

Ci sono degli istanti, non misurabili, in cui è possibile avere una esatta percezione di ciò che si desidera.

La rappresentazione mentale ed emotiva del voluto diventa così nitida ed immediata, perfettamente a fuoco, da riuscire quasi ad essere descrittiva di una sensazione fulminante.

Ed è talmente permeante da essere un unicum identificabile, delineabile. Omicomprensivo di un tutto qualificato dall’insieme dei fattori, anche differenti fra loro, che lo compongono.

Sapere ciò che si vuole. Con il punto alla fine.

Un circolo chiuso, un globo in cui il voluto sta.

E tutto ciò che lo circonda, che ne è fuori, tutto il resto, con la stessa immediatezza, diventa blando, inutile, scipito, fuori luogo, senza significato, senza percepito, senza.

E’ il senza.

Non il contrario del voluto, il non voluto. E’ solo il senza.

Perchè per non volere bisogna poter sentire. Invece, al di fuori del voluto, non si sente.

E mi sono ricordata il fratello minore di mia mamma, mio zio. Che da bambina mi regalò un carillon con la musica del Lago dei Cigni. Perchè amava il balletto e le rose che coltivava. Ed era lui il cigno più bello della mia famiglia prima di volare via.

Alla mia età.

 

 

 

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2 risposte a “

  1. dorotea

    tra l’altro che meraviglioso accomapgnamento musicale…

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