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Sparatemi addosso l’autenticità. Con violenza.

Crivellatemi di colpi di verità. Ovunque.

Non posso vivere se non mi martoriate con tutti gli odori possibili.

Non vi sento se bisbigliate parole masticate all’aroma chimico di menta.

Cazzo dite? Non vi sento!

Siete esseri umani. Siete animali. Tenetevi la civiltà per un attimo rinchiusa nel sacchetto delle buone maniere, della delicatezza di cui voi avete bisogno.

Siete esseri umani. C’è del marcio in voi. Nascosto sotto lo zerbino all’ingresso dei vostri sorrisi.

Siete esseri umani. Le vostre interiora puzzano anche se vi profumate la lingua.

Da morti sarete cadaveri in putrefazione con olezzi nauseanti. Come certe carogne abbandonate nei burroni estivi.

Umani, per una volta per favore, fatemi davvero, autenticamente, schifo.

Uno schifo forte e chiaro.

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11 risposte a “

  1. Mangiare, pisciare, cacare, fare sesso, puzzare di sudore… vomitare…

  2. Emilia

    …Manco m’avessi letto nel pensiero!

    • Genietta mia è che lo schifo è un po’ ovunque e dove caschi caschi bene. O male.
      Però noi siamo forti e siamo belle e anche di schifo facciamo virtù.

      • Emilia

        Io di schifo ne ho dentro tanto, ma lo accetto in toto e quindi, venendone a patti, lo “metabolizzo” ed evito di rielaborarlo in qualcosa di dannoso per gli altri.
        La gente tende a chiudersi gli occhi e fingere che quello schifo non esista, salvo poi rivomitarlo fuori in forma di qualcosa di assurdo, malato, terribile per chi gli sta intorno.
        Come hai suggerito tu qualche tempo fa, meglio riporre il desiderio di analisi e disfarsene della gente così.
        “Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te”

      • Nulla da dire oltre le tue parole.
        Mi permetto di suggerire anche un’ulteriore opzione: la trasformazione dello schifo in bello. Sul concetto di bello, poi, mi ci vorrebbero altri 39 anni. Tanto io giro solo intorno a quello. Come una pora deficiente.
        Ma mai lasciarsi risucchiare dallo schifo, se non consapevolmente, come precisa volontà estetica.
        Sigarettina? Goccetto di prosecco?

      • – Ma che bella pelle che hai! Sembri così giovane! Eppure fumi, bevi, non dormi mai, ma come fai? –

        Espressione di chi la sa lunga.

        – E’ lo schifo –

        – Come prego?-

        – Lo schifo! Faccio certi impacchi di schifo che sono da morire –

        – Ma davvero? E dove lo trovo questo schifo? –

        – Ah è facile! Lo trovi ovunque. Basta che cerchi. E’ che spesso è negli scaffali sbagliati, lo mettono altrove. Ma stai pur certa che se cerchi lo trovi. Lo trovi di sicuro!-

        – E senti come funziona? –

        – Semplice. Io me lo spalmo tutto addosso e quando sono piena di schifo lo sento proprio che mi entra nei pori, comincio a trasudare schifo. Allora è il momento di toglierlo. Lo lavi via e se ne va tutto e sei come nuova –

        – Aspetta che me lo segno “cercare lo schifo” –

        – Sì, ma se chiedi in giro, la maggior parte delle persone ti diranno che non ne hanno mai sentito parlare. Magari ti diranno di provare altro: la poesia, l’amore ecc ecc. Ma tu non dare retta: niente è come lo schifo! –

        – Grazie Tì, sei n’amica –

        – Figurati, per così poco –

      • Emilia

        Lode e gloria a Tilla.
        Dovremmo munirci di gavettoni di schifo da lanciare a quel genere di persona che utilizza nel proprio vocabolario attivo la parola “delizioso”.
        Genia, TU.

      • “Gavettoni di schifo” è stupendo! Io abolirei le parole “delizioso” e “adorabile”.
        Ho profondi conati ogni volta.
        Quasi faccio l’esperimento di propagare l’estetica dello schifo. Secondo me scappano tutti.

  3. r.

    Non è carino auto-promuovere le proprie parole, ma se hai un attimo:

    http://italianamentescoretta.com/2013/04/15/68-assurdo/

    http://italianamentescoretta.com/2013/06/25/101-in-fondo/

    (Okay, lo stalking per oggi è finito, forse domani mi sarò scordato di te. Forse no.)

  4. giacani

    Io ad esempio in bagno, con la carta igenica in mano, mi scaccolo: Sì, sì! Mi scaccolo,le attacco alla carta igenica e poi butto il tutto. Un gesto ma anche un gusto (c’è solo una consonante diversa) insuperabile

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