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Non si dovrebbero mai fare certi dispetti al proprio fegato.

Che poi ti rimane offeso per una giornata intera, mentre le palpebre si arrotolano come papiri.

Ma a fin di bene posso anche farmi del male con un aperitivo lungo 5 ore. Un aperitivone di venerdì. E un sabato di emicrania e occhi “rosposi”.

A fin di bene, sì. Per le  mie due amichette-ette, la C. e la S., come direbbe la mia mamma che è milanese doc e sono tutti “il qualcosa” e “la qualcosa”.

Han deciso di bissare l’aperitivino, più umano, della settimana prima in uno dei 87665430 locali sotto casa mia, in Via degli Stronzi.

Poggio le chiappe sulla sedia e la C., che è la più giovane, sempre molto sorridente e cinciallegra (tranne quando scoppia a piangere all’improvviso quando meno te l’aspetti), sempre attenta ai dettagli, con uno spiccatissimo senso estetico, mi attacca un discorso su una cosa che le avevo raccontato una settimana prima.

Che ci sono dei cazzi miei che racconto solo a loro. Sparpaglio i cazzi miei qua e là tra le persone, così alla fine nessuno sa proprio tutto tutto e ognuno ha di me ciò che più desidera. A loro racconto di solito la “roba amorosa”, che je piace. Je fa molto Sex and the city. Mancherebbe la quarta stronza, che tanto io non ne reggevo nessuna. Pensa te se a me può piacere una serie basata su quattro cacacazzi che vivono di pipponi sugli uomini.

– Stavo pensando che non dovresti farti troppi problemi con George, perchè poi sai nella vita, in fondo, è bello vivere le cose, anche se poi ti fanno del male e blablablablablablabla –

E’ un discorso pericoloso questo. Perchè c’è il rischio che t’attacca a piagne di punto in bianco ripensando al cojone di sua pertinenza. E io ancora non ho dato un sorso al prosecco: non sono pronta per il pippone motivazionale da babbeo della PNL.

Ma, per fortuna, la S., che invece è una che preferisce la visione d’insieme, si veste con quello che je capita sotto mano purchè sia comodo e soprattutto è scapocciata de brutto, dopo aver sucato dalla cannuccia alla velocità della luce millilitri di alcol, risponde in mia vece.

– Ma guarda che lei non si preoccupa del dopo, lei si preoccupa del prima –

Vedi? Lo vedi che succede a frequentare persone seriamente scapocciate? Che capiscono tutto in un secondo e poi ti fanno la sintesi. Anzi la fotosintesi. S., tu sei Santa Clorofilla per me.

La C. non coglie del tutto. La visione d’insieme non fa per lei. E io sto con l’occhio pronto che non le comincino a scendere lacrime. Già me so preparata il pippotto motivazionale. Uso il metodo di mia nonna. Funziona sempre in certi casi. Basta ripetere ossessivamente la parola “dignità” e ficcarla ovunque. Tipo: “Ti piace la dignità delle mie scarpe?”, “Senti quanta dignità cià sto spritz” ecc ecc.

– Ma perchè dovrebbe preoccuparsi del prima? Semmai è il dopo quello che può far male e blablablablabla –

– Mannò perchè il dopo lo può sapere, è il prima che non sa. Ma poi che non la vedi? Guardala, in realtà non jene frega gnente e blablablabla-

E cominciano a parlare di me, come se non ci fossi.

E’ bellissimo.

Perchè le osservo mentre fanno tutto quel lavoraccio di tesi e antitesi, quell’entra e esci da te stessa, che è una faticaccia della madonna. Me lo stanno facendo loro. Aggratis. Potrei aprirmi la scatola cranica, prendere il cervello, poggiarlo sul tavolino e ordinare un prosecco anche per lui.

Sicchè a una certa mi permetto di interromperle e faccio presente che in realtà, a voler ben vedere le cose, sia nel dettaglio che nella visione d’insieme, per me vale sempre la regola dello sticazzi, quindi, possiamo anche aprire le danze con qualche vera cazzata.

Ometto di dire loro che io prego tutti i santi per poter sentire un filino, anche un lontano riverbero, un’eco confusa e un po’ masticata, di certe sofferenze. Ometto perchè sarebbe davvero un discorso complesso o poi la C., sicuro, m’attacca a piagne.

Poi siam lì a fin di bene. Il loro bene.

E in verità, mi sono rotta le balle di scrivere. Quindi mi spezzo e, semmai, mi riprendo.

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2 risposte a “

  1. liù ⋅

    Sono astemia ,non reggo l’alcool e sono allergica alle amiche
    che non fanno altro che parlare di uomini!
    Un abbraccio Tilla ,buona giornata♣
    liù

  2. poetella

    io nun so’ astemia.
    E allora…
    cin cin a te!
    Grande Tilla!

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