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Stronze.

No no, voi non lo sapete, non potete sapere che genere di stronze ci sono qua dentro.

Altro che Tilla… Tilla è un’ingenuotta, tontolona, babbaluga. Sceeeema, sceeeema…

Stronze che si divertono ad ordire trame e organizzare scherzi.

Che ieri ad un certo punto non capivo più un cazzo, non sapevo cosa dovevo fare, non comprendevo cosa stesse accadendo. E, insomma, non è tanto semplice mettermi in difficoltà eh…

Io non voglio fare nomi, ma sono certa che con qualche indizio ci si possa arrivare, perchè mi sento in dovere di avvertire, salvaguardare, proteggere gli “utenti”.

Queste due “utentesse” (non le posso nominare, ma una ricorda il “fiorire”, “seminare”, “gerqualcosare” e l’altra fa venire in mente le banane e i gatti…), sono andate avanti per ore con la presa per i fondelli, che non mi tornava qualcosa e per questo non capivo.

Solo in serata ho compreso che c’era una trama ben più fitta, ordita da giorni, con premeditazione, da una mente criminosa, lucida, così pacata e dolce che mi ha ricordato le mani delicate ed affusolate di Lucrezia Borgia.

Uno scherzo nello scherzo, con due vittime, punite entrambe nel loro prestarsi reciprocamente con complicità alla mente criminale. Un po’ come pensare di fare uno scherzo all’altra e rimanere invece vittima di un altro scherzo. Quindi due stronze e una luciferina pericolosissima…

Non posso assolutamente specificare chi sia il genio del male, che ho ricevuto minacce serissime (“Tieni la bocca chiusa o diffonderò la voce che sei andata a scuola dalle suore, che vai ogni domenica a messa, dirò persino che sei vergine…”) ed io di certe cose ho davvero paura.

Ma, soprattutto, tutto questo accadeva mentre la testa di Tilla era in queste condizioni:

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Con l’arancione al cartoccio e il nero blu spiaccicato a farmi l’attaccatura dei capelli da fumetto.

E intanto la C., l’amica che mi “opera” il capello, parlava parlava parlava del cojone de turno e io facevo fatica a seguire. Soprattutto perchè indossava un vestitino nero scollatissimo e mentre mi accartocciava sul davanti avevo le sue mega-tette che sballonzolavano a meno di 10 cm dalla mia faccia e, per quanto io abbia nei suoi confronti sentimenti esclusivamente amicali, le mega-tette mi rimandavano a certe scene da porno lesbo che levete! Non ne parliamo và che sennò mi devo assentare per un po’.

Quindi avevo metà del cervello in pappa per colpa delle due luciferine e l’altra metà in pappa per colpa delle due mega-tette. Un’ebete al completo.

Ma è stato in quel momento che ho avuto la folgorazione e ho capito.

Ho capito davvero cosa significa essere maschio. Ho capito che non je la ponno fà. E’ impossibile. La condizione, lo stato delle cose, sarà sempre e comunque impari.

E’ uno stato delle cose che potrei raffigurare attraverso una metafora profonda e raffinatissima.

Perchè io non mi sognerei mai di togliere dignità al cazzo, non io, non sono nella posizione di farlo. Sono in altre posizioni, tante tante altre… ma non quella.

C’è però che il cazzo, ad un certo punto, inesorabilmente, s’affloscia.

A noi, invece, non ce se affloscia mai niente. Niente.

In quanto a voi due stronze, sappiate che ve la farò pagare. Quant’è vero che me chiamo Tilla!

 

 

 

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108 risposte a “

  1. manco io. ma moio dalle risate.
    Baka e Germogliare: GRANDIIIIIIIIIIII

    PS la prossima vorta coinvolgetemi. Faccio l’uomo di fatica.

  2. Donne?………meglio solo cavolo
    E dire che ne ho tre in casa ahahahah. …
    Su su tilla ci vuole la vendetta.

    Marcello

  3. marco

    Mi hai fatto venire in mente una frase di Pavese, dal “Mestiere di vivere”, in cui descriveva l’afflosciamento di fronte alla donna dopo l'”atto dell’accoppiamento”.. E’ una verità universale, che anche i maschi sanno cogliere. Però di questo argomento e di erezioni varie è meglio proprio non parlare. Non oggi.
    Ps: ma allora ti sei fatta un pò vedere in foto con questo post!!

  4. Kiu Kuras ⋅

    Vado a fare la tinta.

  5. cavallogolooso ⋅

    fa piacere che tu abbia raggiunto la consapevolezza del funzionamento dell’erezione, della sua mancanza o del suo temporaneo mancamento ! 🙂

    simpatica la cosa delle tette … e fuori di mela l’incasinamento isterizzato dello scherzo che ti hanno fatto…

    comunque tutto simpatico da leggere! 🙂

    Comunque le mega-tette non sono sempre necessarie. Possono essere “mega” perchéssì, pure se piccine.

  6. bakanek0

    a me utentessa non l’ha mai detto nessuno.
    Sfacciata
    Questa è la mia risposta

    • Tu…
      Da te non me l’aspettavo! Sta cortellata alle spalle. Io t’amavo, tutto t’ho dato. T’ho dato tutto. E nun t’abbastava. Sesso e amore e nun t’abbastava.

      Basta una Germoglia qualunque e in un attimo tutto svanisce. Tutti i sogni, i progetti di fuga, i boccioni di prosecco da tracannare…

      M’hai spezzato il cuore.

      Tu e i tuoi occhi verdi.

      • bakanek0

        Io so.
        So che questa tirata è il tuo personalissimo modo (paracula!) di farmi pagare il mio debole per le fossette. Facendo la vittima. Come il peggior genere di maschiazzo cojone di cui parliamo fino allo sfinimiento.
        Così mi punisci.
        Io, io. Che me la sono pure presa in quel posto. Da tutte e due.
        Tu, e quell’acqua cheta che manco nomino (ma che lovvo).
        Pago il dazio cercando d’inghiottire il boccone amaro,
        Sei crudele, ma io non rinuncio a te: la vita non avrebbe scopo

      • E’ inutile che mi usi Gigi D’Alessio, non ci casco più.
        Non dormo, non mangio, mi consumo e ogni volta che vedo quel cazzo di gatto ciccione mi viene un nodo alla gola.
        Che cià più de me quella? Che cià più de me???

      • bakanek0

        Lei ha le fossette.
        Tu c’hai il mio cuore.
        E sì, son gatto ciccione, ma mi sposo solo una volta come i pinguini di Magellano.
        Tu, tu invece….

      • Io che?
        Pensi che lo dica a tutti “ti amo”???

        Spetta che mi vien da ridere…

      • bakanek0

        Non prenderti gioco dei miei sentimenti, donna crudele.
        Eppure, non posso smettere d’amarti: fai di me ciò che vuoi, sono alla tua mercè. Poffare.

  7. “Gerqualcosare” a meee, Buuuuuuuuu
    …e la Tilla che tintiTilla là làl à
    Questa è la mia risposta

  8. poetella

    aho!
    ma che cazzo combinate qui?
    Nun ve se po’ lascià sole un attimo!
    e la madonnaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

    (P.s.
    che bono quel Grignani!)

  9. “Quando la notte è quasi terminata
    e l’alba è tanto vicina
    che possiamo toccare gli spazi –
    è ora di lisciarsi i capelli

    e preparare le fossette nelle guance –
    e stupirsi di esser stati in pena
    per quella vecchia, svanita mezzanotte –
    che ci atterrì soltanto per un’ora.” Emily Dickinson

    …o per tutta la vita.

    p.s. e a quella che posta “il Cuore è uno Zingaro” dico: Tiè!!! (con linguaccia alsaporedifrizzantinobiancoinrivalmare)

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