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E stamattina mi manca da morire la mia Scozia.

Che per questa mancanza ci sono tornata e ritornata e riritornata.

Per camminare affondando nella spugnetta della brughiera, tra l’erica e i cardi, ridendo e saltellando da sola.

Per arrotolarmi i jeans ed infilare i piedi nel Mare del Nord. Freddo, grigio ed improvvisamente limpido e celeste con il sole. Sabbia bianchissima e sottile.

Per stare in piedi immobile su una curva delle Highland ad osservare laghi bui e indecifrabili, a toccarsi quasi, con il desiderio di essere inghiottita dal nero.

Perchè Scozia è casa. Casa.

Perchè gli scozzesoni, forti, maschi palle al vento gelido, adorano la mia personalità e hanno negli occhi il sole che devono trattenersi per illuminare i giorni più scuri e tra le mani una gentilezza e un rispetto che mai prima e mai nemmeno dopo.

E le scozzesi adorano il mio sorriso con lo sguardo fiero, perchè è il loro stesso sorriso.

E allora mi ricordo a Scalpay Nonna Rachel, che la sera ci sedevamo nella verandina a chiacchierare e lei mi dava le sgomitatine chiamandomi “honey!” e mi raccontava della sua famiglia, aggiustandomi la zip della felpa. Mentre suo marito la mattina, prima di colazione, mi dava il buongiorno baciandomi la mano, serio e gentile.

E mi ricordo la Signora di Unst, che mi prendeva il viso tra le mani e mi diceva: “Come sei bella, come sei bella! Così “marrone” e scura! Fuma dove vuoi che non mi importa, ma parlami di te e raccontami”. Con il marito bello e silenzioso in quella dimora oscura, solitaria e inquietante. E fuori non si poteva uscire perchè il vento era troppo troppo forte. Anche per me. Ed io ero a casa. Anche lì.

Ma che ne sai tu? Che ne sai il perchè. Io sono come sono perchè ho mangiato tutto con gli occhi. E mi dici: “Tu sarai sempre inattaccabile” e non so nemmeno cosa vuoi dire, ma non lo chiedo. E’ meglio non sapere. Però sì, lo sono. Per questo avrò un cardo sulla caviglia con la scritta “Nemo me impune lacessit”.

E mi ritirerò a Unst. Nel vento ad impazzire. Perchè è così che deve finire la Lady Macbeth che mi abita da sempre. Perchè si può fuggire da qualsiasi cosa, tranne da se’ stessi. E nemmeno lo voglio fare. Anzi, anzi…

E adesso riempirò del suono delle pipes questa casa.

Per sentirmi l’aria umida e pulita sul viso e l’odore dell’erba piccola della brughiera nell’anima.

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24 risposte a “

  1. bakanek0

    Il vento della Scozia mi strappò dalle radici delle mie certezze, tempo fa.
    Questo post mi si pianta dritto nel cuore.

  2. marco

    In questi paesaggi si respira davvero un vento di libertà. Per me la libertà è un’isola piccola, più piccola di un continente, perché sennò ci si perde.

  3. Kiu Kuras ⋅

    La scozia.
    Meglio della scazia, sicuramente.

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