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Ho la gnorgna che non passa.

Ogni tot si rende necessario procedere con il rinnovo del settore “conoscenze futili e/o nocive”.

E’ un po’ come svuotare il cestino del pc o eliminare lo spam dalla posta.

A onor del vero devo dire che il processo coinvolge quasi eclusivamente le conoscenze maschili. Di rado mi capita di incontrare la scassacazzi femminile. Certo, quando capita scassa pesantemente, pur non essendo propriamente deleteria.

Avendo avuto nella vita una prevalenza di amici maschi, più vicini alla bestia che all’essere umano, non mi ero mai accorta, come invece ho ben chiaro ora, che le donne sono quelle con la minchia più sfranta. E in quanto tali si guardano bene dall’ampliare vicendevolmente quel circolo vizioso di spaccamento continuo.

Ad esempio, nell’aggiornamento quotidiano della situazione (più che altro sit-com oramai) con la mia fulgida stellina amorosa, lo scambio è rapido e senza colpo ferire. Alla domanda “Come va oggi?” segue una risposta breve ma intensa, tipo: “Due palle” “Affanculo tutti” “Sfranta” “Pezzo di fico” “Bella scopata” “Telefono mamma” ecc. ecc. Dopo di che si ride.

L’eventuale corrispettivo maschile, invece, anche senza la preventiva domanda, ti attacca un pistolotto lungo arzigogolato complesso e palloso, un Picasso di parole a cazzo di cane, per dire semplicemente: “Oggi non va tanto bene, sono insoddisfatto ma non so bene di cosa” (perchè alcuni uomini soffrono di sindrome premestruale ogni giorno).

Poi c’è il lungo elenco di quelli dell’ io. Sono in assoluto i più deleteri di tutti.

Cominciano qualsiasi frase con “io” e continuano galoppando a cavallo del proprio ego all’infinito. Io di qua, io di là, io su e io giù, io a destra, io a sinistra, io la rava e io la fava, io sempre e per sempre, for ever and ever and ever. Ti raccontano tutti i cazzi e i mazzi con dovizia di dettagli e se tu interrompi la cavalcata per dire: “Scusa mi stavo un attimo tagliando le vene”, dopo un succinto “ah mi spiace”, ariattaccano subito con una lunghissima masturbazione solipsistica.

Quelli dell’io sovente, ma solo all’inizio, se lo pongono il problema e ci provano a dirlo: “Ma tu non parli mai di te?” o anche “Ora raccontami di te, dai”.

Testimoni tutti quelli che mi conoscono (anche se, se me lo domandano, io non conosco nessuno tranne poetella che, a quanto pare, è l’unica non ricercata dall’ FBI) io di rado parlo di me e preferisco ascoltare.

Se, pertanto, mi spingo a dire un paio di cose sulla mia persona, magari fa carino rispondere a quello che ho detto, soprattutto ove sia stato precedentemente sollecitato.

Quindi i primi ad essere rimossi sono quelli dell’io. E già se ne va il grosso così.

Seguiti a ruota da quelli con la gnorgna perenne.

Poi quelli sempre in competizione per vincere la gara di chi ce l’ha più lungo.

Dei tragici, angosciati, depressi, tenebrosi, disperati, ansiosi e tristi me ne tengo sempre un paio (da alternare nei momenti peggiori), cari cari, che, anzi, guai a chi me li tocca!

I due che “meritano” il posto sull’Arca devono avere le seguenti caratteristiche: 1) alla bisogna hanno ancora i muscoli facciali che consentono le risa; 2) pur senza essere crocerossine e senza essersi strappati i capelli e battuto il petto per i miei problemi, hanno palesato una reale, anche minima, empatia; 3) in momenti cruciali hanno usato la formula magica “se vuoi chiamami”. Tanto poi io non chiamo.

Non so poi se sia un caso, ma propendo per una risposta negativa, i salvati sono anche carini, che non si sa mai, in uno dei momenti di disperazione…

L’importante è, quando si procede con la potatura dei rami secchi, andar giù decisi e senza ripensamenti, che basta un attimo per farsi fottere dai “però”.

E l’autunno è sempre la stagione migliore. Sì.

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53 risposte a “Ho la gnorgna che non passa.

  1. intanto spiegami che vo’ di……gnorgna……
    e poi attenzione alla potatura non tutto va potato in autunno
    qualcosa anche ad inizio primavera…..e va fatta per bene……
    ma comunque una bella potata va fatta……

    kiss tilla……..

    marcello

  2. bakanek0

    mioammore noiosino e gnorgnosetto, sfronda con la motosega, altro che però! Per le pulizie chiamiamo l’omo de fatica, per gli arti abbiamo le segrete nuove di zecca, e per le macchie ci vuole un secondo a chiamare Renè che ci rifà il parquet.

  3. liù ⋅

    Tillina cara,ti ho inviato una mail !
    Un bacio
    liù

  4. KnockOut ⋅

    La “gnorgna”, mi spiace, ma me la devo proprio rubare

  5. Kiu Kuras ⋅

    Calimero ragione di vita.

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