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All’interno di queste tessere è scritto il nome di mia nonna.

E no, non ci sono solo queste. Ci sono anche quelle precedenti. E c’è anche un attestato di ringraziamento alla Partigiana Pierina per l’attività svolta durante la guerra.

Mia nonna è stata Comunista dalla nascita del Partito Comunista Italiano.

Ha rischiato la sua vita e anche quella della sua famiglia.

Nella casa poverissima di mia mamma, che era una bambinetta, una casa di ringhiera all’interno di una corte nella provincia lombarda, si riunivano talvolta di nascosto contadini e operai come mio nonno.

Mia nonna era una staffetta.

Mia mamma mi racconta del terrore per cose che non comprendeva del tutto. Di armi puntate dai nazisti alla gola di mia nonna perchè non alzava le mani: aveva in braccio mio zio. Mi racconta di aver visto un ragazzo di diciotto anni, il fratello maggiore di un amico di famiglia, ucciso dai nazisti, appostati sulla torretta del Comune, mentre scappava tra un cortile e l’altro, attraverso piccoli cunicoli di passaggio. Era un giovane partigiano.

Poi mi racconta di come, dopo la guerra, mia nonna venisse additata come la Comunista mangiabambini atea e di come, comunque, non smettesse di svolgere la propria attività, con passione e dolcezza.

E mi racconta di come mia zia, dopo essersi sposata solo civilmente con mio zio, venisse appellata come “sporca concubina”. Senza aggiungere il resto.

Di come le suore le dicessero che la mia famiglia sarebbe finita tutta all’inferno, bruciata dalle fiamme.

Quando qualcuno mi domanda perchè spesso sono incazzata, avrei milioni e milioni di risposte da dare. Una quantità di motivi che potrei parlare da qui alla fine dell’anno prossimo.

Uno di quei motivi è mia nonna.

Perchè lo stomaco mi si contorce assieme alle budella se penso che anche un solo attimo della sua vita possa essere andato sprecato, buttato. Se penso che i rischi assunti, le paure, gli insulti ignoranti siano serviti solo a condurci a questo. Se penso al suo sguardo stanco e a come scuotesse la testa silenziosa negli ultimi anni della sua vita.

E perchè se esiste una persona dinanzi alla quale io mi sento piccola, inadeguata e incapace, se esiste una persona in grado di farmi vergognare, quella è mia nonna.

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15 risposte a “

  1. marco

    Erano belli i grandi ideali. Ormai la politica non la guardo più (una volta si “faceva” politica, non si “guardava” o “seguiva”, è questa forse la differenza; anche se tuttora forse si può pure “fare”). Al tempo stesso siamo molto più liberi di allora, bisogna ammetterlo.
    Però non c’è che dire, giù il cappello di fronte a tua nonna e a queste meravigliose tessere.
    I miei non sono stati impegnati politicamente, a un mio nonno paterno capitò solamente un nazista ubriaco che gli sparò senza prenderlo mentre stava andando a lavoro, mentre il nonno materno che era un gran figo e faceva il marinaio fu preso e internato in un campo di lavoro, finché non fu liberato dagli americani, si chiamava Giuseppe ma l’abbiamo sempre chiamato nonno Gio perché gli americani lo chiamavano Joe. Comunque, tutte cose capitate, mai impegni seri. L’unico il marito della sorella di mia nonna, era il capo di una brigata partigiana. Dopo la guerra è andato in Svizzera e pure lì lo hanno discriminato in quanto italiano e comunista. Però i miei dicevano che quando veniva giù gli portava tutte cose che qua non esistevano, come i Playmobil eccetera…
    Era meglio se ti parlavo a voce. Buona giornata : )

    • marco

      Mi hanno dato la carica per affrontare la giornata di lavoro queste immagini:) anche se sai che sono pure parecchio fascistello per certi versi. Mi ricordo ai tempi mio padre quando gli chiedevo di che Guevara che lo seguiva lui sottolineava sempre la distinzione tra comunismo e socialismo..sempre falsamente modesto e radical chic mannaggia al sangue che ho nelle vene!

      • Ma tranquillo: la tua parte stupidamente maschilista, gli aspetti cattolicamente discriminanti verso categorie a priori che nemmeno conosci, me li lavoro io. Perchè un conto è essere in un modo e credere in qualcosa per motivi concreti, con i perchè del caso, e un conto sono le affermazioni a cazzo di cane, spesso dovute all’ignoranza. Allora in quel caso mi incazzo. Sono profondamente intollerante all’ignoranza, soprattutto quando pretende di giudicare.
        Ma credo che questo tu lo sappia benissimo.

      • Ah l’altra cosetta che mi stona è la presunta libertà. Abbiamo delle parvenze di libertà da far ridere i polli.
        Perchè le affermazioni di principio, quelle che restano lettera morta su alcune carte, non sono libertà se non trovano applicazione nella concretezza.
        E’ come sancire un diritto ma poi fottersene della sua tutela.

      • Guarda come mi infojo su certi discorsi.
        Siamo strapieni di leggi e leggine e regolamenti e cazzate da spaccarsi le palle fino alla distruzione dell’universo.
        La maggior parte non trovano alcuna reale applicazione perchè nessuno si prende la briga di effettuare i controlli adeguati su ciò che è a monte delle leggi e leggine.
        O meglio, c’è una chiarissima volontà di non effettuare i controlli là dove devono essere effettuati. Al piccolo privato spaccano il culo, il grosso resta libero di fottersene.
        Dall’evasione fiscale alla tutela ambientale alla sicurezza sul lavoro uhhh posso continuare all’infinito.
        Negli ultimi anni la burocrazia delle cazzate invece di essere alleggerita “semplificata” è aumentata esponenzialmente con la sua inutilità per rendere tutto più inutilmente complicato e dare l’idea che sia tutto sotto controllo.
        Diritto al lavoro? Diritto alla salute?
        Bisognerebbe farsi un giretto nei tribunali. C’è da vomitare a ogni piè sospinto.

  2. bellissimo questo post .. anche io sono molto legata a mia nonna ..
    tu continua a renderti testimone dei suoi ricordi e delle sue esperienze, affinché non vengano mai dimenticate 🙂

  3. la cosa di cui mi pento maggiormente è stato il non aver avuto l’intelligenza di scrivere/registrare i racconti di mio nonno. che spero abbia scritto e nascosto visto che stava lì sempre a scrivere e scrivere e nessuno sapeva cosa.
    io adoro i racconti del passato e dell’ultima guerra, mi commuovo e mi infuoco, e credo che il fatto che tu abbia riportato qui questa storia bellissima e piena di significati sia importate, per te, per me, per tutti quelli che leggono (o che dovrebbero leggere) perchè, non bisognerebbe mai dimenticare, e continuare a ricordarci l’un l’altro quello che fu, sperando che non succeda nuovamente, ma si sa, la memoria è breve e gli ignoranti sono troppi su questo pianeta.
    Purtroppo nella mia famiglia c’è stato un solo sopravvissuto che in quasi due anni di cammino è riuscito a tornare da un campo di concentramento tedesco…gli altri fucilati in quanto partigiani o morti nel gulag.
    Io voglio ricordare!!!

  4. Ti leggo e penso e non c’è molto da dire. Ci sarebbe molto da fare e più che provarci, ogni giorno, nonostante tutto, non so…

  5. amleta

    Tu sei fortunata, ricordi bene le cose che ti diceva tua nonna, e hai questo tesoro di verità raccontate da una persona che le aveva vissute e di cui adesso hai una chiara memoria. Io invece ero troppo piccola quando mio nonno paterno mi parlava della guerra che lui aveva combattuto contro il generale franco, con dovizia di particolari dati dall’effetto del vinello rosso di casa, e mi spiace non aver potuto capire e ricordare bene quei particolari. Della mia nonna materna invece ricordo benissimo il discorso sul cibo e sulla famigerata” tessera” di cui mi parlava ogni volta che si doveva pranzare o cenare. Quei tempi duri le erano rimasti molto vivi e il cibo per lei era un qualcosa che ogni volta guardava come un tesoro. Altro che oro giallo!

  6. Kiu Kuras ⋅

    Brividi. Altro momento “specchio”.
    Ho gli stessi sentimenti verso mio nonno, per gli stessi motivi.
    Background simile, persone simili.

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