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Le linee di una vita si intersecano tra loro, spesso, anche più di quanto si sia consapevoli, in un punto d’incrocio che, quasi come certi misteri svelati, indica una nuova visione, una rilettura del sé o anche solo un frammento di ricordo che era andato smarrito.

Tendo a dimenticare. Con grande facilità. E’ un meccanismo che la mia mente ha imparato coscienziosamente per ripararsi da un intenso vissuto che, nella mescolanza di brutto e bello, rischierebbe, altrimenti, di far andare in corto circuito il mio impianto elettrico per il quale pago bollette salatissime.

Di più. Seleziono inconsciamente. Il bello resta, talvolta sfumato e lontano. Il brutto finisce nello scolo fognario e rimane solo come traccia di un’esperienza. Come regola, principio o elemento noto. Se un odore già l’ho sentito, poi lo riconosco.

Poi succede che le persone ti leggano a strati, come un millefoglie, spesso fermandosi alla superficie. E va bene anche così. Non rendendosi conto delle intersezioni e di tutte quelle linee che talvolta si estendono al di fuori dei contorni per arrivare ad oltrepassare i confini altrui. Meglio così, credo.

Di rado mi racconto personalmente. Mi annoio. Conosco già tutte le mie storie. Però può capitare che un dettaglio mi riporti alla mente qualcosa, che può avere una funzione esemplificativa e allora racconto. Sovente chi davvero ascolta, nel tempo, mi dice: “Ma quante cose hai fatto tu???”. Allora mi accorgo di aver raccontato troppo. Perchè non desidero avere testimoni globali. Preferisco frammentarmi la conoscenza ed evitarmi il senso di una linea temporale.

Così un paio di giorni fa, mentre sul divano verde raccontavo qualcosa che già non ricordo più, una linea si è intersecata con un’altra in un punto che mi ha ricordato una canzone.

E quella canzone mi ha, a sua volta, ricordato tutto un periodo della mia vita che ora mi sembra lontanissimo. Tanto che faccio una confusione tremenda con i tempi e gli eventi. Perchè, ormai ho capito, un mese della mia vita vale almeno tanto quanto un anno per molte persone. Quasi come per i cani.

Quella canzone non la ascoltavo da anni e anni. Più di dieci sicuramente. Perchè il mio cervello, al fine di dimenticare qualcosa, s’era annotato: “Non ascoltare quella canzone”. E il meccanismo ha funzionato talmente bene che io non ho idea di cosa non dovessi ricordarmi. Il caso concreto mi è del tutto ignoto, ma la sensazione nel riascoltarla è stata pungente.

E di nuovo una linea si è intersecata con un’altra linea in un nuovo punto. La sensazione di allora è diventata sensazione di oggi per altri motivi. Per un nuovo caso concreto. Sì, forse sarebbe meglio io non la ascoltassi proprio più sta canzone. Meglio mescolare le carte in tavola, giocare a “carta vince carta perde” e ingannare l’occhio sui casi concreti e sulle sensazioni.

Così restano a portata di sguardo solo gli strati superiori e le conclusioni sempliciotte.

La canzone è questa:

E nel periodo in cui ancora la ascoltavo con gioia ero così:

io

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76 risposte a “

  1. poetella

    ma che cazzo de canzoni te senti!
    voi mette i Beatles?

    Aho, Tillè…io e te, ieri… tutte arrotolate attorno alle canzoni…
    Buffo, vero?

    P.s.
    ‘mazza che fata! (mica sei cambiata, però…solo i capelli. Carini a riccioletti…)

  2. rodixidor

    Non mi piace il mille-foglie ma il tuo post sì. Penso che capiti più o meno a tutti di filtrare il ricordi delle cose brutte ed è per questo che i tempi andati ci sembrano bellissimi. Riguardo alla musica, genere che non mi è mai piaciuto. Riguardo alla riccioluta in foto, quello è un altro discorso … Bello leggerti.

  3. bakanek0

    Questa cosa dell’odore già sentito…lo dicesti ancora, e risuona dentro di me. RIconoscere gli odori significa conoscenza di sè.
    Scrivi di te, ma tutto quello che sei lo tieni riposto dentro quei tuoi occhi scuri meravigliosi.
    Leggendo queste righe, sentendo la musica, provo un’emozione che non m’appartiene appieno ma è riverbero di te.
    La fotografia? Sei bella, sempre.

    • Sì, mio ammmore. E’ proprio come se sentissi gli odori. In realtà vorrei scrivere un post su una certa cosetta, sui meccanismi umani…uhm sì.
      Mi manchi tanto. Tanto tanto tanto.

      • bakanek0

        I meccanismi umani son sempre gli stessi. sempre, sempre gli stessi. manchi tanto anche tu.

      • E lo vogliamo dire che hanno anche scassato un po’ la minchia?
        Ma non ci voglio pensare, via! Ho testè sentito al telefono il mio migliore amico che mi invitava a riflettere sulla straordinaria energia che di recente mi pervade e, a quanto pare, si diffonde.
        Ecco penserò a quello.

      • bakanek0

        Anche io mi sento pervasa di energia vitale, che si diffonde nell’aire e produce in me un desiderio irrefrenabile di fare spallucce e danzare nella luce delle stelle. Vieni?

      • Con immensa gioia!
        E’ una settimana che devo scrivere una recensione in mandaLino di un film a scelta. E’ una settimana che non mi va un cazzo di farla e devo inviarla entro stasera.
        Non mi va, non mi va, non mi va!
        Gnorgna?

      • bakanek0

        No, si chiama: voglia di fare, saltami addosso che mi scanso.

      • Ciò le palle mosce, ma che sarà?
        Mi risolleva immensamente questa serata FINALMENTE a casa da sola.

      • bakanek0

        La serata del cazzeggio è sacra; bisogna bighellonare un po’, pensare soltanto a cose futili, ingurgitare qualche schifezza, prendere un libro e rimetterlo giù, allontanare qualsiasi pensiero atto alla finalizzazione di qualsivoglia compito, infine gettarsi a gambe tese sul divano e stravaccarsi con l’espressione della mucca che guarda il treno passare.

      • AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

        L’espressione della mucca è fantastica. E’ come se mi avessero lobotomizzato solo una parte del cervello…

  4. firesidechats21 ⋅

    Metà delle canzoni che ascolto si riferiscono a casi concreti, l’altra metà aspetta i propri più o meno pazientemente. Anzi, sai che ti dico? C’è giusto una canzone che non ascolto da un po’ di tempo che quasi quasi…

    Buona giornata Tilla! 🙂

  5. KnockOut ⋅

    Concordo con poetella, con la sua analisi sintetica quanto efficace

  6. Allora piacere di conoscerti tilla…….

    Marcello

  7. marco

    Hai usato dei meccanismi ottimi per difendere la tua persona. Mi viene in mente altro, però non riesco l’attenzione dal post va tutta sulla foto.. : ) Ho ascoltato anche la canzone, è molto molto bella

    • So che non dovrei dirlo. Ma io mi annoio molto a non dire. Quasi quanto mi annoio a dire. Del resto, sai, il piacere delle parole, quello che talvolta mi viene negato suscitandomi l’ira, è un aspetto che non posso mai più consentire mi rimanga insoddisfatto o addirittura frustrato.
      So che non dovrei dire. Ma poi dico.
      Tu conosci bene alcuni dei miei meccanismi di difesa, anche quelli più fastidiosi.
      Mi riconosci in quella foto?

  8. queste tue parole mi appartengono, a parte il fatto che io per puro masochismo mi annoto mentalmente la musica che “fa male” e periodicamente me la vado a riascoltare, sia mai che il brutto scivoli via del tutto. Avendo la memoria breve tendo a non voler dimenticare tutto il male, altrimenti non lo riconoscerei di nuovo e la facciata è pronta dietro l’angolo.

    Catartica..che gran bell’album!! gongolo riascoltando il pezzo

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