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Conversazioni stimolanti.

Nella mia vita ho avuto modo di arricchirmene con la sensazione della naturalezza. Quasi dell’ovvietà. Era implicita la domanda: “Potrebbe forse essere diversamente?”.

E mi viene in mente la parodia di Patty Pravo che sbraga la minchia citando sempre Ezra Pound.

E’ questione di persone. Ecco, mi compare un fotogramma di “Persona” di Bergman: i volti di Bibi Andersson e Liv Ullmann. E’ tutto così nella mia mente. Spesso una disgrazia senza fine.

Oggi, un oggi come un lungo filo steso, onestamente arranco. Perchè arrancano le conversazioni. Stentate. Perchè arrancano le persone. Questo è il senso della solitudine per me. Null’altro.

Spiegare mi sfianca. Mi intristisce. Fornisco immagini o qualche parola con il punto vicino. Sintesi di sintesi. Se poi non si va avanti da lì, senza pause, mi compare il silenzio. Quello con lo sbuffetto di lato.

In realtà mi rompo davvero i coglioni ad essere maieutica. Perchè conosco il valore satisfattivo del passeggiarsi accanto con il medesimo passo.

Ecco, mia preziosa amica, è tutto qui. Quello che sei. E’ quel scivolare leggero, senza intoppi, dall’alto verso il basso e viceversa. E’ la fluidità lungo una scala naturale. Per questo mi vengono pensieri che non sono “su di te”, ma “con o grazie a te”. Non sei l’oggetto passivo della mia visione quotidiana.

E’ irrilevante il punto di partenza ed anche quello d’arrivo. E’ tutto ciò che è in mezzo che mi spinge avanti. La senti la fluidità?

Si diceva dell’eleganza. Sorrido. Mi sento spesso come i fotografi di inizio secolo (l’altro secolo) che, mentre guardano nel e dall’ obiettivo, con una mano invitano ad una visione laterale. “Guarda l’uccellino”, distraendo dal fuoco centrale. E’ divertente.

E’ divertente anche osservare un certo affanno riguardo ai sottoboschi, sottotesti, sottosotto, che per me sono solo dei sotto-vuoto. Sai a cosa penso, vero? E’ diffuso, generalizzato, sparso. Ma mi rendo conto che è una forma di autocelebrazione. E’ il ritenersi molto molto importanti all’interno di un contesto francamente  scialbo. E io un po’ non me la sento di demonizzare o distruggere: si vede che ce n’è necessità, che è un bisogno. Però non posso impedirmi di ridere.

Così mi ricollego anche alle maschere, che ultimamente tornano, anche se il carnevale non è vicino. Sì, lo sai, mi viene quel filo di disprezzo. Ma è veloce, mi scappa via in un attimo. E io vorrei tanto che tu fossi immune ad un elemento tanto comune quanto noiosetto. Sai come dovrebbe essere? Hai presente i due vecchietti del Muppet Show? Quelli seduti sul palchetto in alto che non fanno altro che sghignazzare? Ecco, così. (In fondo io sono la schizofrenica che ride ai funerali, non dimenticarlo eh!).

Tendo un po’ all’indulgenza perchè mi è chiaro che ci vuole una buona dose di coraggio a togliersi le maschere e che non sempre è possibile pretenderla dagli altri. Se dovessi valutare tutto e tutti secondo lo stesso metro sarebbe un inferno. Opero delle scelte. E pazienza.

E poi, come ti scrivevo, talvolta togliersi le maschere può persino essere un atto di prepotenza. Un po’ come spogliarsi nudi in mezzo alla strada. Ci vuole un certo garbo per farlo. Una dote che appartiene decisamente più a te che non a me.

Ecco, amica mia, quello che la distanza e il tempo portano via alle nostre considerazioni quotidiane, te lo scrivo qui. Se tu fossi vicina accompagnerei le mie serate alla tua voce. Io so che non mancherebbero mai le parole e gli argomenti. Scorre tutto in modo così naturale. La senti la fluidità?

Ti bacio.

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10 risposte a “

  1. Perchè sento così vicino quello che hai scritto?.. forse la completezza di senso.. fluidamente riccamente condivisibile..

  2. non esiste distanza…………….

    marcello

  3. bakanek0

    Sento la fluidità, come se, nell’arco del nostro spazio, riprendessimo un dialogo lasciato ad attendere il nostro ritorno nella medesima contingenza. Fluido, senza bisogno di riassunti, di nuove presentazioni di noi stesse nel quotidiano. Solo un: “Eccoti, finalmente!”.
    Ti bacio.

  4. rodixidor

    “Oggi come un lungo filo steso …” mi piace

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