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Anni fa conobbi bene una Signora del Nord, molto molto Signora. Donna, imprenditrice, splendida, colta da far arrossire, raffinata e sorridente. Niente marito, niente figli.

Avevo poco più di 30 anni e lei aveva superato i 50. La nostra conoscenza s’era resa possibile grazie o a causa o nonostante la comunanza ad entrambe di un uomo. Un imprenditore romano, uno spocchioso e saccente intellettuale, bruttino ma straordinariamente affascinante. Amante di entrambe. O meglio, l’incontro di qualche serata per me, e un amico di lunga data ed amante per lei.

Mi avvicinò lei ad una cena qui a Roma, dicendomi che la conoscenza comune le aveva parlato molto bene di me e con un certo affetto, circostanza che si verificava di rado e che, pertanto, era curiosa di scambiare qualche chiacchiera di persona con me.

Non colsi alcun tono malizioso in quel desiderio. Ed, anzi, percepii in maniera netta lo straordinario fascino che la Signora riusciva ad emanare e di cui ebbi, poi, confermata certezza nel tempo. Non capita mai che io mi senta in soggezione dinanzi a qualcuno, di persona. Può essere persino piacevole.

Parlammo a lungo quella sera, fino a notte inoltrata.

Ci rivedemmo più volte al Nord, nella sua città, dove avrei dovuto originariamente essere sua ospite, ma dove, in realtà, condivisi  letto e  casa del suo più caro amico: il fiorentino che poi mi chiederà, più avanti nel tempo, di sposarlo.

La Signora non parlava mai a caso o a sproposito, sebbene parlasse molto. La mia mente annotava alcune sue frasi e considerazioni, evidenziandole e catalogandole come “importanti e da ricordare”. E negli anni molte di quelle considerazioni che inizialmente m’erano parse troppo nette, troppo forti, troppo qualcosa, mi si sono rivelate nella loro straordinaria portata. “Non si può far contenti tutti, qualcuno lo devi per forza scontentare”, mi diceva, causa la mia tendenza a voler assecondare. Mi invitava a scegliere con lei chi scontentare e farmene subito una ragione delle eventuali spiacevoli conseguenze. Uno sticazzi all’impronta insomma.

Della Signora io ricordo perfettamente ogni cosa. Il vino preferito, il colore preferito, le sue sigarette, il colore del divano, il modo di tagliare il filetto, i racconti della sua vita, i suoi luoghi preferiti, il suo stilista preferito, i suoi libri e tutte le sue abitudini. Tutto tutto tutto.

Un giorno mi disse che lei non telefonava mai all’uomo tramite il quale ci eravamo conosciute. Da anni non lo chiamava. “Eppure vi sentite spesso al telefono”, non capivo. “Sì, ma solo se telefona lui, io ho smesso di telefonargli già da molto”. Le chiesi le ragioni di questa modalità comunicativa. “Una volta, appena conosciuti, mi ha risposto al telefono con aria seccata e in modo brusco e poco educato mi ha detto che era impegnato e mi ha invitata a richiamarlo più tardi. Io gli ho risposto che in tal caso io non lo avrei mai più chiamato”. E così aveva fatto. Io pensai che fosse una reazione esagerata, che forse a seguito delle scuse ricevute sarebbe stato legittimo ed opportuno trascendere dall’intenzione iniziale. Lei sorridendo mi rispose: “Mia cara, per ottenere il dovuto rispetto da alcuni uomini, sempre che sia ciò che realmente si desidera, non si deve concedere nulla in più del rimanere immobili dal momento in cui hanno perso qualcosa di te”.

Cazzo se aveva ragione Signora.

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53 risposte a “

  1. cavallogolooso ⋅

    Per qualche motivo mi ricorda un film con Meryl Streep (penso io) di cui non riesco mai a ricordare il nome… mi ricordo solo che ad un certo punto il marito le da uno schiaffo, credo… e lei gli toglie la parola per sempre.

    A parte questo, credo che a parte l’aspetto fico che può avere l’atteggiamento della Signora, pensa a questo: le donne non mancano mai di rispetto? Io ho avuto più risposte (senza pensarci, e sempre con tanti oh scusascusa ma) di quel tipo da donne che da uomini. Magari rigidi, senza fronzoli, duri, ma non con quell’aria da cagacazzi che solo una donna sa utilizzare. E non solo con gli uomini, questo è importante. Il rispetto è un optional per molte persone.

    Allora ok, meglio perderli che trovarli, d’accordissimo.

    Ma se tutti facessero come la Signora, anche i maschietti, credi che ci si rivolgerebbe più la parola? E’ un gioco di muri di gomma, di regolette delle medie, di lasciachechiamilui, ecc ecc.

    Giochetti di seduzione. Possono piacere. Ma se io vedo che una mi chiede scusa SUL SERIO, cerco di prendere il mio orgoglio e ripiegarlo per benino, proprio come ha fatto chi mi ha chiesto scusa.

    Se poi son di quelli che ti cagano in faccia e poi ti chiedono scusa, che ti prendono per il culo e poi scherzavo, che dicono mmerda a spruzzo (oppure “coglione!”) e poi manelsensobuono …

    allora tanti saluti , altro che immobile 😉 Io me ne vo.

    Poi il mondo è pure pieno di gente… ma non sono così nobiluomo da frequentare solo questa gente raffinata. Tante persone hanno diversi modi di essere rispettosi e persino profondi.

    Magari il film era con un’altra? Tu te lo ricordi quel film?
    Auguri a tuttiii 🙂

  2. Con un uomo riesco ad avere lo stesso atteggiamento, usando una parola che non mi appartiene, la stessa fermezza. Temo che il risultato sia che in questo modo gli ho consegnato Agggratis l’idea che lui chiama e io rispondo . Sto…!

    • Sì probabilmente è vero se tu rispondi ogni volta che lui telefona. Probabilmente non è vero se tu rispondi solo quando ne hai voglia tu.

      • Credo che comunque ci sia uno sbilanciamento. È vero che alla fine sono io a decidere se rispondere o meno, ma è lui a determinare in realtà quando ne ha voglia.

      • Sì, giusta considerazione. Era la mia perplessità iniziale, come accettare una sorta di autolimitazione? Vero è che, dopo, lui la cercava di continuo, quindi forse il problema della autolimitazione è passato in secondo piano.

      • ma diciamolo, a lei di lui fregava una cippalippa…

      • Credo che le fregasse in maniera “misurata” o in modo molto particolare. Mi è capitato di ascoltare alcune loro conversazioni, le importava, ne sono certa, ma con delle sfumature difficili da cogliere all’esterno. Così come a lui importava molto di lei.
        Siccome entrambi provavano un certo affetto nei miei confronti (anche questo difficile da “catalogare”) talvolta mi sentivo la cara figlioccia di due mostri. Nel senso di monstrum.

      • Bellissima storia comunque, anche il tuo post lo è, potrebbe essere la trama di un libro.

        … tornando al telefono … io non chiamo, ma aspetto la telefonata … che cogliona sono!

      • E vabbè allora pure te però! Ti autolimiti senza neppure che sia necessario???

        Questa storia si intreccia in realtà con un fracco di altre storie, na roba quasi da thriller. Solo che se la scrivessi e qualcuno si riconoscesse me verrebbero a menà.

      • e tu cambia quel che serve cambiare!

  3. poetella

    “per ottenere il dovuto rispetto da alcuni uomini”

    …’cazzo te ne farai mai del dovuto rispetto…boh!
    😉

    AMORE! CE VOLE AMORE!

  4. momix

    e se c’è amore il rispetto c’è per forza, già incluso nel prezzo (ché mica è aggratis eh?)

    en tout cas
    tutto ‘sto studiare chi scontenterai…brrrrrrrrr…è glaciale
    è vero che qualcuno resta sempre insoddisfatto, ma studiare a monte chi, nun se po’ sentì…
    Niente amore, niente figli, un amante quando chiama, tanto lavoro e libri e interessi vari, conoscopersonefacciocose, sensi di colpa aboliti e raggirati…mhm affascinante…mi danno della stronza per molto molto meno, a volte anche per niente.
    Il rispetto si dà in modo naturale e si ha quando lo si dà per primi. Ma forse, chissà, sarà tutt’invidia la mia…. 😀

    ciao tilla!!!

    • Sì, era tutto molto “sotto controllo”, spesso rimanevo sconcertata da tanta rigidità. Applicava a se’ stessa una grande quantità di regole. Non aveva un solo amante, ne aveva molti e senza nascondimenti. Più che amanti li definirei “adoratori”.

      Però non sono troppo certa di una tua affermazione: “Il rispetto si dà in modo naturale e si ha quando lo si dà per primi”, ecco soprattutto la seconda parte della frase mi lascia perplessa.

      • momix

        hai ragione, la frase messa così rende da schifo…
        credo che il rispetto sia parte integrante dell’amore. Nel momento in cui guardi con amore qualcuno o qualcosa (non parlo dell’amore ‘rosa’, non necessariamente almeno) il rispetto è automatico, già implicito nell’amare. Applicabile in ogni momento, per ogni cosa, persona, animale, nomi e città 😀
        La mancanza anche momentanea del rispetto verso un’altra persona è già una piccola violenza, ma applicare la punizione ‘perunodeinostridiecideivostri’ nella storia è sempre stata chiamata strage, eccidio, mai giustizia. Ora può essere che distribuendosi e spartendosi tra più ‘adoratori’, l’algida donna di cui sopra, riesca ad ammaliarli a tal punto che manco s’accorgono del mancato rispetto nei loro confronti.

        Ci sono persone fortemente carismatiche e non per le regole che seguono, nascono splendenti, le regole (spesso rigide) servono per allontanare la loro umanità e non soffrire. Frequentando queste, peraltro rare, persone, l’ammirazione scatta automatica, ma ci si deve accontentare della loro luce riflessa…non s’impara a brillare. Il difficile è ricordarsi che fanno parte della specie umana. Quel che è certo è che rimangono perfettamente impresse, nel male o nel bene.

      • Non era affatto algida, anzi.
        Non ha mai mancato di rispetto ad alcuno. Anzi.
        Non li ammaliava, cercava di allontanare spesso e non mentiva mai.

        Sull’applicazione di regole rigide nei propri riguardi concordo: le servivano a non soffrire.

        Ti pongo una domanda, ma non è polemica, è curiosità eh: perchè la prima reazione in te non è stata “se era tanto spocchioso, irritante e maleducato non l’ha mandato a cagare?”.

      • momix

        non saprei risponderti sai? Il ruolo dell’uomo in questa storia l’ho letto piuttosto marginale. Per una donna così forse ‘modellare’ un uomo spocchioso e saccente è più stimolante di un uomo remissivo e succube. Ma non saprei, sono solo supposizioni così, pour parler…

      • Uhm per la verità non credo le interessasse “modellarlo”, ma semplicemente frenare certe sue intemperanze e comportamenti irritanti (era davvero insopportabile spesso, io non ce l’ho fatta). Di sicuro non lo trovava stimolante per il suo modo di essere, ma per tutto il resto. Il modo d’essere era ciò che allontanava, eppure era pieno di donne che gli morivano ai piedi. Più le trattava male e più ne aveva, curioso, vero?

      • momix

        trattare a straccio par essere proficuo in amore… ferradini è diventato famoso solo per quello 😀

        averle ok, ma tenerle…? 😉

      • Macchè, si sdilinquivano sempre di più! Era lui che le sfanculava pure seccato. E infatti credo d’esser stata uno dei casi rari di “affetto” a posteriori perchè dopo pochissimo gli ho detto: “Ma sai che c’è? Ma vaffanculo và”.

      • momix

        hahahaha
        il vaffanculo col rafforzativo libera il cuore!!!

      • Manca un “perchè” nella domanda.

  5. La lettura di questo post solletica la mia mente, avrei non una ma tante risposte.
    Mi limito ad una osservazione che oltre tutto è la precisazione della fine del secondo rigo: “Niente marito, niente figli”

    • Che abbia solleticato la tua mente mi rende lieta. Ho raccontato apposta questa storia. Per la verità avrei potuto raccontare più dettagli per spiegare meglio, ma ho ritenuto sufficiente citare la spocchiosità e la saccenza di un uomo che si rende irritante appena conosciuto (infatti io lo mandai a cagare), eppure…
      Era stata sposata, divorziata in ottimi rapporti con l’ex marito, e non aveva mai voluto figli.

  6. Ineccepibile, doloroso, fondamentale.. Amore.

  7. bakanek0

    Credo sia necessaria una profonda conoscenza della natura umana per riuscire a distillare un principio e poi metterlo in atto. Mi par di capire che la Signora si riferisca ad “alcuni uomini”, non a tutta la categoria. Perché parte subito la levata di scudi?
    Chi non rientra nei soliti schemi viene inevitabilmente ricoperto di critiche.
    Buongiorno, ammore.
    Si vede che oggi mi è partita la vena polemica?

  8. rodixidor

    Bel racconto di formazione.

  9. ohh che storia affascinante!! ancora ancora ancora!!

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