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Levarsi dalle proprie palle quando si ha la faccia da platessa è un atto doveroso.

Ci vuole un po’ di coraggio per spingersi ad evitarsi. Ma si-può-fa-re!

E’ stato un bene andare a casa di V. sin dalle prime luci dell’alba pomeridiana.

Perchè è venuto un regista per parlare con la signorina C. e io per un po’ sono stata a far trallallero trallallallà di buone chiacchiere e consigli su pressbook e cagate varie.

Poi ho varcato due porte, nell’altra “ala” della casa, dove, all’interno della stanza insonorizzata, erano chiusi V., la Ciccetta (11 mesi) e la Cagnola.

<Me so rotta er cazzo>

V. stava “facendo roba” con il Moog e altre cosette. E’ bello giocare con la Ciccetta quando non c’è la signorina C., perchè io e V. siamo due sperimentatori. A Las Vegas nella pool m’è venuto in mente che le si poteva campionare la voce cercando il versetto giusto da farle fare. Quindi l’abbiamo più volte sballottata, rigirata, trotterellata per ascoltarle i suoni, mentre rideva come na matta. E ne abbiamo trovato uno fico da morì.

Alla Ciccetta piace un sacco la musica. Soprattutto un certo tipo di musica. Forse anche perchè ha cominciato ad ascoltarla mentre era nella pancia della mamma. In America per farla smettere di piangere le cantavo Asche zu Asche, mentre con Aphex Twin ridacchia divertita e talvolta s’addormenta placida.

Le piace parecchio anche il theremin. Per un po’ di giorni c’è stato sto theremin nella stanza insonorizzata, prestato da un amico per una colonna sonora. E la Ciccetta si divertiva da morire quando le avvicinavamo la manina al theremin. Poi è stato restituito. Allora zia Tilla s’è inventata il “theremin umano” riproducendo il suono del theremin con la voce e modulando la frequenza e intensità a seconda della vicinanza della manina.

<Picciami un po’ di Venetian Snares a volume adeguato>

La prendo in braccio e comincio a ballare su bpm mica da poco. Lei muove la testa come me e se la ride. Ride, ride sempre. Io mi schiaccio ancora un po’ le tre vertebre schiacciate, sticazzi. E’ troppo divertente vederla ridere e ballare con me sull’elettronica sperimentale.

Secondo me crescerà bene sta regazzina. Cioè non lo so, io, ad esempio, mi impegno a farle casino nella testa con le lingue, mescolando italiano, mandaLino e inglese. Penso che così intanto acquisisce suoni e sonorità. Del resto è già deciso che le insegnerò il mandaLino quanto prima.

Il padre la rincojonisce de suoni elettronici che manco sotto acidi…

La madre si forza a crescerla in modo spartano, senza frizzi, vezzi, lazzi, oddio di qua,  oddio di là, attenzione a questo e a quello. Anche perchè appena si sente puzza di “eccesso di apprensione” c’è zia Tilla ad intervenire con l’indice puntato.

E’ che zia Tilla è stramba, ma i suoi genitori lo sono ancora di più, perchè, a suo tempo, le hanno chiesto di vegliare ed intervenire su crescita ed educazione.

A me? No, dico, ma m’avete vista/sentita???

Ma siete sicuri???

Contenti loro… Io, intanto, la chiamo Frankenstein. Perchè a volte, quando cerca di sollevarsi da sola da sdraiata o si aggrappa alla retina del box tentando di mettersi in piedi, mi ricorda una nota scena di Frankenstein Junior: la madre si avvicina per aiutarla e io, seria seria, glielo impedisco. <Non la toccare! Vuole farcela da sola, forza, coraggio, puoi farcela, ti prego creatura mia>.

E lei ride.

Chi lo sa che ne verrà fuori.

Ma, intanto, ride.

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5 risposte a “

  1. Vedi, mi sembrava che potessi essere un’artista :-)..

  2. bakanek0

    Ammore, dobbiamo preparare una stanzuccia per la prava pampina?

  3. Erre

    Crescerà bene secondo me.

  4. questa bambina diventerà senza dubbio una “giustissima”!!

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