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Sono su una terrazza perfettamente quadrata con il pavimento bianco e la ringhiera sottile nera.

E’ estate, non fa freddo ne’ troppo caldo. Indosso qualcosa di leggero, con le braccia nude. Sento l’aria appena fresca, pulita.

Sulla terrazza c’è un tavolo, poggiato lungo la ringhiera di sinistra. E’ quadrato e bianco.

La terrazza sembra sospesa sul nulla, protendersi dal nulla. Forse il vestito che indosso è bianco. Mi vedo le braccia abbronzate.

Il cielo ha una luce straordinaria, quella appena prima del tramonto in estate. Riflessi dorati, virano appena verso il rosso, su uno sfondo che non è più del tutto azzurro.

Dalla terrazza vedo il cielo così grande, campi verdi, con l’erba alta che si muove con il fruscio del vento. L’orizzonte lontanissimo e ampio.

Sul tavolo c’è una macchina da scrivere, piccola, con gli angoli stondati, rosa. Come se fosse di Hello Kitty.

Sto scrivendo la frase: “Sono nata lungo il fiume”.

Guardo in basso. Sotto la terrazza, ad una distanza di dieci metri circa, c’è un fiume. L’acqua è verdognola, mossa dalle correnti. Non è placido. Lo guardo con amore.

Vedo dei sassi, bianchi, che saltano fuori dall’acqua, rimbalzano sulla superficie per poi ricadere di nuovo in acqua.

Penso: “Perchè quei sassi stanno saltando?”.

Alzo lo sguardo e vedo arrivare dall’orizzonte, ad una velocità innaturale, delle nubi nerissime. Mi spavento ma resto immobile a guardare. E’ come se stessero correndo verso il mio volto.

D’un tratto le sento sul viso, il cielo è nero, cupo, buio. Sono in mezzo alle nubi, c’è un vento fortissimo. Non piove, ma un tuono fragoroso sembra scoppiare accanto a me.

“Sono dentro il tuono”, penso. E sorrido.

Poi mi ricordo del tavolo. Lo guardo e sopra ci sono bicchieri, bottigliette, oggetti. Ho paura che voli tutto via, cerco di raccogliere quanto più possibile e mi accorgo che sulla terrazza si accede da una porta finestra di una cucina.

Porto quello che ho raccolto dentro la cucina, su un tavolo interno. Dentro la cucina c’è mia mamma che sta lavando i piatti. E’ la cucina di mia zia, a Milano.

Riesco per prendere altri oggetti, qualcosa rotola giù dalla terrazza, non riesco a vedere cos’è. Mi guardo le unghie: ho uno smalto rosso.

In quell’istante tutto finisce. Le nubi sono passate e di nuovo il cielo è luminoso. E’ tutto tranquillo.

Dico a mia mamma: “Ho fatto appena in tempo a portare dentro le cose”.

E lei risponde: “Sì, ma quando è così, passa in fretta. Non succede nulla”.

4 ore di sonno. Tu dici che passa in fretta? Voglio vedere quando finisce sto strazio.

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8 risposte a “

  1. diamanta

    ora dobbiamo aspettare altre 4 ore di sonno per il seguito? 🙂

  2. liù ⋅

    Più che sogno mi è sembrato un incubo e pure parecchio faticoso!
    Io 5 ore e neppure tutti di fila ,ma divisi in 2 rate da 2 e 3 ore 😉
    un bacio Tilly♥

  3. Incostante Mente ⋅

    Mi auguro che passi in fretta, come un temporalone estivo. Oggi sono serio: un abbraccio vero.

  4. Solo una madre riesce a convincerti che le cose passano, a volte in fretta, che non succede nulla, che anche se le cose non le metti dentro non è un temporale che le può rompere. Cosi è. Neanche un temporale.
    Buona notte

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