Pubblicato il

C’è qualcosa che in buona parte ammiro in chi torna, come nei corsi e ricorsi, fingendo che nulla sia successo oppure adducendo giustificazioni delle quali si può solo prendere atto con l’espressione da platessa.

E’ la faccia da culo.

Credo sia necessaria una faccia da culo che nemmeno io, che, in quanto ad avvocatesca faccia da culo, qualcosa ne so, potrei immaginare.

Ancor di più perchè quella faccia da culo deve essere indossata dinanzi alla mia, che non è propriamente un visino da piccola fiammiferaia ingenua e indifesa. Caratteristica che un numeroso stuolo di cojoni interpreta come assenza di sensibilità o di fragilità: vi toglierei la capacità giuridica per totale incapacità di intendere.

Per questo ho deciso di delegare “il grosso”.

All’appuntamento con la troia che riciccia dopo 9 anni ho inviato V., il mio migliore amico.  E ho fatto bene, perchè la troia era accompagnata da un altro amicone che sta bene dove sta: affanculo.

Ma soprattutto a V. ho delegato l’appuntamento con lui. Lo scomparso che dopo quasi 5 anni torna con il capo cosparso di cenere, dopo avermi tagliato a metà la vita. Sentiamo che ha da dire, poi decido.

Ecco perchè ho dovuto pensare. Lontana da me. Ho pensato. Quello che aveva da dire era talmente vacuo, inconsistente e ricolmo di cazzate che ho deciso che, per quanto mi riguarda, si può infilare un fucile in bocca e premere il grilletto.

Con il “piccolo” me la cavo da sola. Come ad esempio la mia migliore amica dalle scuole medie alla laurea, scomparsa anche lei da allora. Tranne che per gli auguri per i compleanni, natale e capodanno. Rigorosamente via sms. Mai più vista. E non è che abitiamo così lontane eh.

Ciò nonostante, nell’estate del 2012, in un raptus di desolazione, mi ha (sempre via sms) chiesto se poteva accodarsi al mio viaggio per le vacanze estive. Ma hai per caso toccato una presa elettrica e te sei fulminata la capoccia??? Me la sono immaginata come Verdone nel film che chiama tutti i numeri della rubrichetta alla ricerca di uno qualsiasi che parta con lui per l’estate.

Non che non sia abituata ai “riciccianti” dopo anni, è che ogni volta mi domando come cazzo facciano.

Come quelli che manco me ricordo che faccia abbiano e mi scrivono cose tipo: “Io ti amo ancora” o “Mi manchi tanto”.

Ma che ve fumate?

E anche tu, amico mio caro, che oggi mi dici che la mia scrittura s’è fatta più rabbiosa. Toh? Davvero? Vogliamo indovinarlo insieme il perchè? Proviamo a formulare delle ipotesi? Che qualcuno a caso m’abbia ferita?

No, tranquillo: amici. Non come prima.

Come prima per me non esiste nulla. Il prima è sempre già passato.

Vorrei farmi una nuova maglietta con una bella scritta: ci sono miliardi di persone al mondo e nessuna davvero indispensabile. Nemmeno tu.

Io, intanto, continuo a restare accanto al fiume.

Magari invece dei soliti cadaveri prima o poi passa qualche bel pesce.

Annunci

15 risposte a “

  1. poetella

    pesce?
    Di quale pesce mi vai parlando?

    (in questa predisposizione ad attirare il riciccio deve esserci qualcosa da elaborare…(direbbe mi’ sorella) e, fino a che nun s’è elaborata ricicci e ricicci sempre più tozzi…)
    Boh.va’ a capì…

  2. bakanek0

    Il ricicciante è come l’influenza: tutti se la beccano, prima o poi.
    Che sia l’amico/a che torna con faccia di tolla, millantando affetto e interesse sulla tua salute psico-fisica e cercando questo o quel favore.
    Che sia il maschietto che ciclicamente millanta amore imperituro e cerca questo o quel favore (in genere, quello).
    Tocca.
    Si potrebbe stilare svelto manualetto da consultare per trovare la risposta più ficcante onde favorire veloce guarigione e, possibilmente, nessuna ricaduta.

  3. Bia

    Oh, hai scritto un post strepitoso. Dritto, incisivo. Sicuro e fiero. E la penso come te: i ricicciaggi non hanno alcun significato, son sempre vecchi. A me, l’unica cosa che piace più di quando è appena fatta, è la ribollita. Ma quella me la mangio, appunto!

  4. firesidechats21 ⋅

    Sto applaudendo.

  5. oh altra me, questo post è bellissimo…e sai io quasi quasi mi farei una maglietta con il must di quello che hai scritto: “Come prima per me non esiste nulla. Il prima è sempre già passato.”
    !!!! e poi ancora !!!!!

  6. Mi prenoto per la maglietta. Facciamo scritta nera su sfondo bianco? Tutta in maiuscolo la scritta?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...