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A Natale lascio libera la bambina.

Ritengo sia giusto, che sia un suo diritto e che io debba tutelarlo.

Le hanno insegnato che non si può essere bambini nemmeno da bambini e che, tuttavia, si devono avere tutti i limiti dei bambini, da bambini.

E allora io le insegno l’opposto, prima che sia troppo tardi, lasciandola libera.

Di dire o non dire, di muoversi o di stare ferma.

Può non comprendere gli adulti e le loro stronzate. Ha il diritto di non capire. Non deve per forza giustificare e assecondare.

Può rifiutare un sorriso se non le piace. E non deve nemmeno ringraziare.

Le riempio il letto delle sue rane di peluche. Quei peluche rigidamente vietati dal Sistema Superiore di Controllo della Bambineria.

Le dico: “Sporcati, non importa, c’è sempre tempo per lavare. Corri e gioca, c’è sempre tempo per stare immobili, avrai tutta la morte per farlo”.

Io la osservo da lontano, senza starle con il fiato sul collo. Sto attenta che non attraversi la strada in modo imprudente. Le preparo la merenda mentre guarda i suoi cartoni animati con gli occhi giganteschi. Le spiego che si può piangere e commuoversi e aver timore di quello che accadrà, anche se già conosce il finale. E’ legittimo, è naturale ed è bello. Così come è naturale aver paura del buio, anche se già le hanno insegnato a non averne.

La osservo da lontano e punto armi in faccia ai malintenzionati. Guai a chi. Stiano lontani.

Che sia libera. E’ il mio regalo di Natale per lei. Glielo devo.

 

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32 risposte a “

  1. ancorase

    Io il bambino lo lascio libero tutto l’anno e non fa altro che giocare, mi porta a casa tanti amichetti e amichette e nel caos che scatenano nel mio cuore ci vedo un’anticipazione di paradiso… (tanto una bella fetta d’inferno ce lo abbiamo avuto già qui e può bastare). Auguri ai nostri bambini liberi.

    • Sì, anche io ho tanti amichetti e amichette con cui giocare. Ma solo in piccoli spazi di tempo che ho dovuto sottrarre all’erosione dei Censori che piombano ovunque con cartelli di “divieto bambini”. Ti presto una delle mie ranette con cui giocare, sono buone, allegre e furbette. Ma tu che sei un leone sta attento con le zampe!

  2. momix

    che regalo!!!!
    dichiarerei legale a vita la ranizzazione del letto però,
    anche solo per aver qualcuno con cui gracidare la notte, coi già cupi pensieri durante il resto dell’anno…e cartoni a gogo, di nascosto dai grandi

    • La ranizzazione del letto è fondamentale. Se ci sono le ranette allora si può star tranquilli e sereni. Solo che devo avvertirle prima di non fare troppo casino quando dormo, che ce ne sono tre (si chiamano Puzza, Puzzetta e Puzzettina) che stanno sempre a farsi i dispetti, a parlottare, a ridacchiare e poi finiscono giù dal letto.
      ranetta

  3. Dovremmo regalarcela tutti la memoria dell’essere “naturalmente” bambini. …
    Buongiorno Tilla!!! 🙂

  4. Quando crescono può diventare più complicato..

  5. Evvivaevviva alla bambina che c’è in te!!! (e in noi, fammelo dire, che è quella parte di me che preferisco)
    Cara Tilla, io rifiuto le regole dei grandi, quelli che giocano a fare i grandi dimenticandosi di essere stati bambini. Alla faccia loro prrrrrrrr
    Stiabene

  6. La bambina che a natale era costretta al nostro tavolo, si annoiava a morte.
    Iniziava a diventare veramente frustrata.
    Allora ho preso due flûte e li ho riempiti di coca cola e ho messo due cannucce. Si, abbiamo fatto le bolle.
    Ero il suo mito.
    Poi ha detto che basta, che aveva ancora un po di fame.
    Allora si messa seduta composta, ha sette anni, e si messa a far degustazione di formaggi.
    Tome e robiole più o meno stagionate, con mostarde e confetture di fichi e cotognata.
    Lei, è il mio mito.
    P.s. Io, la bimba, la scateno tutti i giorni!

  7. poetella

    montagne di cioccolata, e lucette, e tortine e boeri ripieni di filtri magici. e giocattoli misteriosi e peluche. E, ma sì, anche ranocchiette e ranocchietti, alla bambina bella. Senza grazie. Ma no ranocchietti che si trasformano in principi azzurri. No, ché quelli, dopo un po’, rompono le palle.
    Buon annoTilletta!

  8. rodixidor

    Sarà che ho ecceduto con i brindisi ed ora scriverò una cosa “politically no correct” ma io la frase “a Natale libero la bambina! ” la trovo estremamente erotica ….

  9. Diemme

    Io anche mia figlia l’ho cresciuta libera e, lasciatemelo dire, è venuta su una meraviglia, tutt’altro che selvaggia: libera e pacata, per scelta,e non per sovrastruttura.

    • Ma anche se fosse venuta su selvaggia non sarebbe stato male, dipende da come lo si intende, ovviamente.
      Comunque concordo assolutamente con te: io sono stata educata molto rigidamente, secondo canoni oscillanti tra principessina a corte e geisha riverente ed ora adoro pulirmi le mani unte di pizza strusciandole sui jeans e ringhiare se mi infastidisco.
      Selvatica.

      • Diemme

        Ne parlavamo con una ragazza inglese, di come siano rigidi nelle scuole da loro, e che proprio per questo quando escono da lì sentono la necessità di darsi alla stravaganza.

  10. marco

    Confessare di essere fragili è motivo di forza, arrendersi con le mani alzate a qualcosa di magico, qualcosa che non c’è, ma c’è dentro di te, è un diritto di cui dovremmo usufruire sempre, e la parola giusta, è naturale.
    Belli quegli occhioni grandi

    • Lo sapevo che “naturale” ti sarebbe piaciuto. E’ così che ti frego ogni volta: ti dico che è una certa cosa è “naturale” e allora cominci a pensare che, sì, in fondo potrebbe andar bene, potrebbe piacerti. Le rane son dispettose e furbette.
      Belle quelle ciglia lunghe.
      duerane

  11. bakanek0

    Sotto la pioggia, la bambina aspetta alla fermata dell’autobus. Notte, oscurità. Solo lei vede Totoro, che le rivolge un enorme sorriso peloso. E i corrifuliggine mentre scappano in soffitta, per decidere se cambiar casa. E prenderà il nekobus, volando nel cielo innocente e puro, insieme alle creature fantastiche. Come lei, bambina.

    • Lo sapevo che mi tiravi fuori il Maestro, facendomi venire la faccetta piccina (e anche una lacrima). Solo occhi che sanno guardare attraverso e oltre l’oscurità possono vedere Totoro. Ti attendevo Bakaneko/Satsuki, è ora di prendere il nekobus e andare.
      Mi porto anche lei, che tanto già la conosci.
      rana sul banano

  12. Pingback: A Natale lascio libera la bambina, di TILLA | miglieruolo

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