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Matteo 23: 13 – 39

L’ostinata contraddizione tra l’inutile ricerca di una comprensione attraverso tentativi di analisi razionali di ciò che non necessita in via assoluta d’esser capito perché manifestamente legato alla rappresentazione di sfere emotive attraverso linguaggi estetici e la mancata comprensione derivata dalla statica pigrizia di menti che indugiano nell’accettazione di quanto prima facie apparente al fine di poggiar le natiche delle sinapsi su un comodo e autolegittimante pre-giudizio relativamente alla stratificazione delle complessità umane ridotte bestialmente e tristemente all’osso mi ha onestamente ed irreversibilmente rotto i coglioni.

Senza virgole, sì, senza virgole, perché manchi il respiro nell’accelerazione di un pensiero che mi corre vaghezza d’esprimere alla bene e meglio. Corre vaghezza, ancora sì, e, se a qualcuno non sta bene, che corra la sua vaghezza altrove perché di spazio ve n’è. Sebbene l’aria sia poca e troppo spesso irrespirabile, temutamente offuscata dai gas nocivi prodotti dal residuo degli scarichi emotivi di cagacazzi a due piedi e unico neurone.

Detto questo, sarà domani il giorno in cui l’esigenza di relazionare quanti veli di marmellata avrò spalmato sul burro sopra la fetta biscottata si farà forte, così come, sempre domani mi vedrete incontinente per il bisogno di descrivere là dove il mare luccica e tira forte il vento, con l’accompagno di lacrimuccia e sospirone.

Ma oggi no, oggi è così, perché – attenzione allo straordinario segreto dell’Oracolo di Pelvi – non mi pregio d’essere un monolito statico, sibbene un essere umano dotato di strati e strati e strati e tante facce quante ne hanno decine di medaglie e dozzine di dadi e più sfumature di grigio di quelle paginette da educanda alla festa dell’oratorio.

Ed ora vorrei uno stendardo con la scritta “MANICHEISMO”, tutta in caratteri oro, ricamata dalle pilatesche mani di mille benpensanti, perché devo un attimo pulirmi il culo. Chi me lo passa? Grazie.

Buongiorno amore mio, ti amo.

E no, non levarti dal cazzo.

Stai pure.

Zitto.

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24 risposte a “Matteo 23: 13 – 39

  1. poetella

    qui la cosa si complica…
    Uhm…

  2. Quale ipocrisia ti stupisce? Di sepolcri imbiancati è piena la terra…
    Buongiorno e ti sorrido!

  3. marco

    Buongiorno a te!! Bellissima citazione, non l’avevo mai letta, mi viene da pensare che sia un episodio un po’ troppo misconosciuto dalla catechesi e dal pubblico, mentre è grande di per sé, ma proprio per questo meriterebbe di essere letto nel dettaglio (è particolare anche nel lessico perché utilizza i toni dell’a.t. per criticare l’a.t. e proporre il n.t.).
    Ecco ora che mi hai soddisfatto con l’opportunità di una esegesi, terrò a mente anche io questi ammonimenti; io non pulisco né dentro né fuori, ma non è un buon motivo per sfuggirne. Sarebbe come rendere all’osso le complessità umane per pigrizia e pregiudizio; tentazione che tra i due mali che hai elencato mi è sempre dietro l’angolo di un vicolo, ma dietro l’angolo c’è anche una forza invisibile che mi spinge. Molto bello tutto quel periodo senza virgole.

  4. TADS

    Khalil Gibran sta “infartando” nella bara :mrgreen:

    uscendo dalla sfera in cui albergano materiali interessi, perché è poi così importante essere compresi?

    TADS

    • Buondì TADS, la rilevanza della comprensione o, per meglio dire, di quel minimo necessario per tentare di comprendere (chiamiamola volontà di), sussiste nel momento in cui si sente la incomprensibile necessità di relazionarsi con qualcuno.
      Facendola facile: se proprio una persona ha tanto il desiderio di conoscerne un’altra meglio sarebbe meglio discostarsi dai pregiudizi. Oppure stare a casa propria è sempre una cosa meravigliosa.

      • Ho scritto “meglio” due volte, mi scusi, vado a punirmi un attimo.

      • TADS

        i pregiudizi sono sempre negativi,
        è bella la “vendita” all’incanto, l’attrazione che se frega della comprensione, se poi parliamo di conoscenze che maturano nell’approfondimento ecc. ecc. che noia.

        TADS

      • La “vendita all’incanto” è bellissima e gliela fregherò senza dubbio. Ci mancherebbe che IO non apprezzi l’attrazione che se ne frega della comprensione, anzi, semmai il contrario.
        E’ proprio con riferimento a chi deve giustificarsi l’attrazione che mi infastidisco per il manicheismo (nel bene e nel male), perché fino a 14-15 anni è tollerabile che qualcuno immagini una persona tutta bella/brutta; buona/cattiva; ecc. ecc. Superata una certa età è seccante.
        Non so, io ce la metto tutta a rendermi quanto più detestabile possibile e mi pare anche che mi riesca bene, ciò nonostante mi trovo spesso vittima dei facili entusiasti che sono di solito dei veri menagramo.

  5. Tudifrudi, è il mio oracolo personale di Elvis the pelvis, è pieno di vitamine e si può ripetere all’infinito, alternato con urletti a piacere.
    ma tipo che sei prigioniera in qualche torre?

    • Mi hai fatto venir voglia di ascoltarmi The King. Mi hai fatto anche venir voglia di andare a Memphis e ora sarò assalita da profonda depressione.
      Sì, sono prigioniera in una torre altissima, talmente alta che ancora non ho capito se sia meglio essere prigioniera tra le nuvole o libera sulla terra.

  6. No aspetta, ma il titolo che centra con lo scritto?
    No perche io me lo sono andata a rileggere matteo-23-13-39, dai vangeli, perche a braccio mi ricordavo poco se non la parte dell’aneto e del comino,….
    Magari é tardi e non c’ho capito un cazzo…e il vangelo di Matteo non t’ha ispirato….e io ho preso un palo frontale in piena corsa…
    mmmh magari non capisco un cazzo e basta ^_^

    Ma me lo rileggo sai.. appena trovo il criceto/neurone reduce…

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