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Ci sono persone che temono ciò che non conoscono.

E altre che hanno paura di quello che conoscono.

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76 risposte a “

  1. è proprio vero …..buon anno

  2. poetella

    ‘nsomma…
    c’avemo tutti paura.
    Pijamone atto.

  3. E altre che temono la paura, a prescindere.

  4. Paura. In-dogena o is-ogena? … 🙂

  5. momix

    chi ha paura del conosciuto però…lo sfida ciò che non conosce? direi che son quelli messi peggio, no?

  6. La paura di mille paure..tremenda!
    Buon anno

  7. rodixidor

    come si può temere qualcosa che non conosci ?

  8. firesidechats21 ⋅

    E altre che non sanno di cosa hanno paura (perchè se hai paura di qualcosa che non conosci, almeno sai di cosa hai paura, no? Credo.)

    Comunque la mia prima reazione è stata di citare la pubblicità della Findus “il Capitano mi ha insegnato che ci sono due tipi di nodi…” meritandomi, probabilmente, insulti.

  9. Ma ci sono anche persone che, loro malgrado, non sanno di cosa NON hanno paura.
    Penso ci sia dell’ironia insita in questa informazione… ma c’è anche una grande spolverata di tristezza.

    • “Ma ci sono anche persone che, loro malgrado, non sanno di cosa NON hanno paura.”
      Questo l’hai scritto perché io stessi mezz’ora a leggerlo con la faccia da platessa cercando di capire se le due negazioni affermano?

      Io spolvero di tristezza tutto: dà un tono all’ambiente, conferisce un sintomatico mistero e attrae tanti tristoni bellocci chenonsisamai!

      • Ahahahaha. Beccato 😛 la faccia da platessa è arrivata o sei abbastanza scafata da non cascarci? 😀 comunque il ragionamento è un po’ particolare. Molta gente non ha idea dei propri limiti (che poi sono le proprie paure – ancora inconsce) e questo li rende una via di mezzo fra coraggiosi e completamente dementi.

        Ah, ma allora perché sono finito su questo articolo? Mica sono un tristone belloccio… cioè, mi sento particolarmente allegro ultimamente 😉 eheheheh.
        Io do sempre una spalmata di nonsense per rendere tutto più intrigante e falsamente pensato.

      • Ah tu ti riferisci all’inconsapevolezza (diversa dall’incoscienza, intesa come mancata conoscenza del rischio). Secondo me l’inconsapevolezza, alla lunga, rende solo dementi e confusi. Per lo più tendenti ad attribuire agli altri le proprie mancanze. Ho sentenziato augh!

        La faccia da platessa è arrivata eccome! Poi ho deciso di pensarci un altro giorno. Ed eccoci all’oggi infatti.

        Zeus, belloccio non so, tristone sicuramente no. Ma io intendevo l’attrarre in altro modo, dal quale tu sei assolutamente salvo perché troppo simpatico (oltre che bellamente impegnato) e io i simpatici me li tengo cari cari come preziosi amici.

      • Già, c’è una grossa dose di inconsapevolezza nella gente (che, poi, porta all’incoscienza secondo me). Concordo con te che porta a danni gravi e permette di liberarsi la coscienza di molte problematiche. Concordo con il tuo pensiero e passo avanti il calumet della pace.

        Ti ringrazio per i complimenti (entrambi, anche se per il secondo bisogna ringraziare quella buona anima di Daisy Duck che sopporta le mie mattane ahahahahah) e non posso che essere felice di essere capitato sul tuo blog cara Tilla.
        *senti i violini in sottofondo? eheh*

      • Santa donna! E secondo me, anche fortunata, che voglio essere generosa, così, sulla fiducia.

        I violini mi piacciono attaccati a una loop station e se vuoi, al posto dei violini, puoi usare qualsiasi cosa di elettrico/onico.

      • Eheheh… grazie per la fiducia 😀

        Apperò. Tu sei da musica elettronica? (scusa la curiosità) Perciò anche una buona Gibson elettrica ci sta…. 😉

      • Trovo esteticamente straordinaria la Diavoletto.
        Io sono da tante musiche. Però confesso un’evoluzione spinta verso l’elettronica oramai.

      • Interessante 🙂 e lo dico sinceramente.
        Per quanto riguarda l’elettronica, sfortunatamente, è uno degli ambiti in cui io sono poco ferrato… ho sempre preferito il calore degli strumenti all’elettronica nella musica. Ma son gusti.

      • Aaaahhh ma è pieno di mescolanze caldissime. L’unione degli strumenti con l’elettronica è il massimo.
        Pensa che sono passata da gusti analoghi a tuoi (che io te leggo sà) all’elettronica di un certo tipo proprio per l’esigenza di qualcosa di più profondo, forte e viscerale.

      • Ci credo che si riescono a formare delle mescolanze calde e passionali, ma… boh… sono sempre leggermente diffidente. Se fai conto che già la tastiera nei gruppi la guardo con leggera diffidenza 😀 eheh.
        Beh, i miei gusti sono abbastanza vari e molto liquidi (seppur mantengano un bel nocciolo duro di convinzioni granitiche) eheh. Comunque quello che mi piace della tua descrizione è una parola: esigenza di qualcosa. Questo mi piace. Questo mi spinge ad ascoltare musica, leggere un libro etc. Esigenza di qualcosa.

      • Ho sempre continue esigenze. E non sono affatto delicate. Le mie esigenze ci vanno giù duro.
        Te devo fregà il gravatar, è un pezzo che ci penso. E’ che contiene esattamente i miei colori preferiti e lo potrei riciclare un domani per qualcosa…

      • Ti capisco… e lo dico sinceramente. Forse esigenze diverse, ma abbiamo lo stesso obiettivo.
        Mi freghi il Gravatar? Prendi prendi. Se vuoi puoi trovarlo in qualità migliore cercando DOWN – IV The Purple Ep. Questa è la cover art di un disco della mia band preferita (i Down).
        Allora attendo fiducioso! Son curioso di sapere come lo sfrutterai 😉

      • Ah grazie per avermi indicato da dove poterlo prendere.
        Ma guarda anche solo come sfondo desktop, che tanto lo cambio di continuo.

      • Figurati. Almeno trovi qualcosa di più grande o qualità migliore 🙂
        Ah, ok! Non preoccuparti. A me piace moltissimo… anche se, di loro, preferisco lo “smoking jesus”…ehehe

  10. bakanek0

    Ho paura di ciò che conosco e che so di dover evitare. Mi sembra la maniera più salutare dello stare al mondo.

    • Ecco, zac zac e taglia di netto tutto lei!
      Mi hai abbandonata qui, in questa valle di lacrime, ti sei fatta la vacanzina e ora mi sentenzi così.
      Lo sai quanto avevo bisogno di te qui???
      E tu invece a perderti in Corea tra lucidalabbra e cavolfiori bordeaux di succo di rapa.

      • bakanek0

        Ammore, la paura è una cattiva emozione che sviscero fin da quando ho incominciato a provarla, quindi da sempre. Tentare di non aver paura di ciò che non conosco è giusto una traccia di vita cui cerco di attenermi, ma non è che mi riesca benissimo.

        Io non ti ho mai abbandonato, ammore: guardavo i lucidalabbrati con la cofana, ma il mio pensiero correva costantemente a te, che ti intrattenevi amabilmente con questo e quello.
        Chi va via perde il posto all’osteria……..ah, la dolorosa saggezza popolare……

      • Bah… adesso non esagererei con l’intrattenermi “amabilmente”. Ho fatto un po’ gli onori di casa in tua assenza. Non potevo mica sbranarli subito tutti?
        E chi puliva?

      • bakanek0

        Ecco, lo sapevo: mi vuoi soltanto per fare il lavoro sporco!

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