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Osservo mie più o meno coetanee brancolare nel palloso grigiore di pene di pene, penosamente confuse con pene d’amore, per un tempo infiniiiiiiito.

Osservo miei più o meno coetanei brancolare nel palloso grigiore di milioni di miliardi di pippe mentali su “cosa penseranno gli altri”, su “come apparirò alla società senza l’adeguata dose di successo”.

Osservo più o meno trentenni brancolare nel palloso grigiore del “non so – boh – mah – non capisco”, appiattiti dai loro stessi occhi spalancati su uno specchio che riflette un’immagine statica, confusa con una presunta staticità della realtà.

Osservo uomini separati o divorziati da anni e anni e anni e anni e anni e anni che ancora se la menano co sto cazzo di matrimonio finito, come se il matrimonio fosse l’unico fine, ultimo e supremo, di un’intera esistenza. Finito quello, finita la vita. E sparati allora, no?

Osservo un gruppo di trenta giovini, d’età compresa tra i 20 e i 25 anni, morti, assenti, inebetiti, pigri e spenti. E intollerabilmente ignoranti.

E questi ultimi sono quelli che più di tutti mi spaventano e deprimono.

Ma fottetevi un po’ tutti quanti.

Voglio morire da viva.

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73 risposte a “

  1. Hydor Tesla ⋅

    te inizi a piacermi sempre di più.

  2. Aho… ma ‘ndo stai ? No perche’ vedo le stesse cose.
    Soprattutto al punto 2… mi pare di sentirti ridacchiare. Devi essere qui vicino. Per forza !

    • L’ansia del “successo” è pallosa da morire. Legata a un concetto di successo che non mi appartiene e spesso stento a comprendere. Così come il termine “sfigato”, ripetuto spesso a iosa. “Quello è uno sfigato”, “non voglio sembrare uno sfigato”.
      O l’ansia di dover piacere a tutti costi a tutti quanti.
      Via, via da me!
      Sbuffo e ridacchio, sì.

  3. diamanta

    un pezzo FAVOLOSO
    (ogni altra parola è inutile)

  4. stamai pensavo di mettermi il completo grigio ma dopo averti letto metterò quello marron…

  5. cavallogolooso ⋅

    Questo è strano. Strano da parte tua liquidare il dolore altrui con un “e allora sparati, no?” … che sia la morte del criceto, l’incapacità di finire quel maledetto “unisci i puntini” di 9 anni fa, un amore finito (con o senza matrimonio) o un senso di vuoto generale … spesso scomparire e basta non dispiacerebbe a nessuna di queste persone. Ma l’atto, invece, è più complicato; avere il coraggio di procurarsi quel (minimo?) dolore necessario a morire spesso non è da tutti… e gli altri mezzi sembrano non essere a portata. Magari si sparerebbero anche, ma una volta iniziata a percorrere la via anche solo per procurarsi l’arma passa quel momento di decisione e subentra la paura del gesto. Idem per veleni o altri metodi.
    E quando arriva nuovamente il picco di dolore non hai il mezzo.
    Credo che alcolisti e drogati conoscano bene il meccanismo, perché è più facile per loro il gesto dello “scomparire” , ma non è definitivo.

    Per il resto, forse non con questa tua intransigenza (ma forse si?), osservo anche io… ma non farò di tutta l’erba un fascio: credo che ci sia un sacco di gente che ha buone carte e “funzioni bene”. Spesso non li vedi, ma esistono. Magari ci capitano raramente fra i piedi … perché percorrono la loro strada virtuosa lontana da noi 🙂

    Comunque un fanculo liberatorio ce lo mettiamo tranquillamente!!! 🙂

    • Ah no, Ciccetto! Non ci provare con me eh! Cioè, provaci, ma in altro senso.
      Dove mi hai letto scrivere di dolore? Il dolore è dinamico, non è statico. Dove mi hai letto scrivere “amore finito”? Ho scritto “matrimonio”.
      Sai quanti matrimoni finiti ho visto in vita mia? Era il mio lavoro.
      E l’amore non c’entra un cazzo con quello che ho scritto io. E’ quel continuo aggrapparsi, nei secoli dei secoli, ad un evento per legittimarsi l’assenza di scelte, anche quelle più piccole. Salvo il fatto di continuare a lamentarsi e spaccare le balle.

  6. Be’ che dire tilla……
    Ormai ci ho fatto il callo di tutta sta gente e di tutte ste generazioni…..
    Ha detto bene cavallogoloso…..
    Chi merita è invisibile….
    Un bacione.

    Marcello

  7. rodixidor

    Consiglio di cambiare bar, troppi brancolosi in quello che frequenti

  8. Gintoki

    Frequentiamo lo stesso posto, mi sa, ho avuto le stesse visioni. Uh, spero tu non m’abbia visto in un momento no, potrei rientrare in una delle categorie descritte

  9. Geniale… anche io voglio morire vivendo.

  10. marco

    L’importante, in mezzo a tutto questo, è osservare. L’osservazione è attiva, non la subisci mai. O, almeno, ti rende sopportabile la presenza di persone intrappolate in contesti che non ti garbano. Perché in fondo certe persone ci finiscono dentro, alle cose, anche se so che non la pensi così. Certo, poi sta a loro liberarsene.
    Io mi inserisco nella categoria dei trentenni statici, per esempio. E ti giuro che ho una gran voglia di fare il culo al mondo. Solo che mi dicono che non si può.
    Poi riguardo le generazioni più giovani, sono sempre molto interessanti da osservare, nel bene e nel male. Dove c’è spavento vuol dire che siamo vicini alla verità. I vecchi invece hanno poco da dire. E sul successo ci sputo sopra.
    Ora posso scrivere una parola? Oppure te la dico a voce?
    Buon risveglio, comunque..

    • E mo ti rispondo come conviensi…

      Penso che tu ci abbia provato a essere un trentenne statico. T’ho visto provarci, t’ho visto mentre ti incanalavi in categorie statiche, alla ricerca di una “regolarità” confusa con il relegarsi all’interno di schemi. Erano solo schemi, utilizzati con la convinzione di un proprio funzionamento adeguato alla società.

      Così come ti ho visto e sentito spaccare i cojoni con tutte le paure e le convinzioni legate alla tua convivenza finita male (è storia pubblica, ne scrivo tranquillamente). Ce le ho stampate nella testa una serie di tue frasi e affermazioni. E me la rido ripensandoci.

      Poi ti ho visto e sentito prendere decisioni, fare scelte, avanzarmi proposte. Folli talvolta. Senza timori. Ti ho visto passare dal “non voglio ripetere gli stessi errori” al fottertene dell’eventualità di ripetere gli stessi errori, pur di vivere.

      No. Non sei statico. E la mia unica preoccupazione è nell’accertarmi che tu sia sempre tu. Autentico.
      E anche che la smetti di camminare sui tuoi occhiali, diosanto!

  11. firesidechats21 ⋅

    Confido nel tuo lanternino 🙂

  12. harahel13

    che gente brutta che osservi tu!

    comunque mi fai paura quando sei così incazzata.

    • AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!

      No, non è brutta. E’ noiosa.
      E non sono nemmeno incazzata. Quando sono incazzata non parlo, divento di ghiaccio e mi limito a un paio di frasi decisamente mirate.
      Vedermi incazzata è un “privilegio” che dono solo a chi amo.

      Un bacio carahara!

      • harahel13

        un bel rischio allora entrare nelle tue grazie ma credo proprio ne valga la pena! 🙂

        le persone noiose sono ancora peggio delle persone brutte. Non creano stimoli fanno solo venire l’orticaria.

      • Grazie, sei carina. Non so se ne valga la pena, ma se tutti i miei ex mi rimangono accozzati alle chiappe, forse qualche vantaggio lo trovano. Oppure sò scemi. Io propendo per la seconda.

        Non solo non sono stimolanti, è che io non so proprio più che inventarmi, cosa dire a persone che per più di un anno o per più anni mi parlano sempre sempre sempre della stessa cosa.

      • harahel13

        Le uniche parole giuste sono proprio quelle che hai scritto alla fine: fottetevi tutti.

        ps. gli ex un po’ scemi lo sono tutti in un modo o nell’altro.

  13. momix

    no…non mi vien niente da dire
    è che volevo salutarti con qualcosa di gajardo…

    e allora ciao Tillux!!!

  14. rideafa.

    era meglio morire da piccoli,
    con i peli del culo a batuffolo
    nanananananananana (ché mi sa che ci era un’altra ròba prima)
    che vedere sto schifo da grandi.

    • Uhm no, mi sa che la ròba è solo dopo, da quel che ricordo: “Che morire da grandi soldati con i peli del culo bruciati”.
      In realtà io preferisco quello che vedo ora allo schifo che ho visto da piccola. Almeno ora so e posso difendermi.

  15. giacani

    In effetti, quando smettono di incuriosirti, ciò che resta sono solo le rotture de cojoni. Sopportabili, per carità. Ma che noia! E se di noia contrariamente a quanto cantava Finardi, non è mai morto nessuno, possiamo sempre dire di no. Ecco, forse la sintesi di questo blog potrebbe essere un semplice, catartico, liberatorio…ma anche no!

    • Du palle amico mio.
      Ma un sacco di cose sono “du palle”, oggi ci pensavo e ne parlavo con la mia complice n.1.
      M’era venuta questa voglia di frittura e di bollicine. In bocca e nell’anima.
      Pensavo anche al tuo post dell’altro giorno, quello sulle amiche con cui non si parla di sesso e pensavo pensavo pensavo… poi me so rotta i cojoni pure di pensare e me so fatta un calice di Gewurtztraminer.

  16. dorotea

    Certo malessere standardizzato sui falsi modelli che ci siamo dati mi si appiccia addosso e mi rende tremendamente insofferente.
    Pensavo proprio ieri che non posso più far finta che non sia così, anche se si tratta di miei cari amici. Va bene smenarsela, ma cronicizzarla no.

  17. ..chi ha il pene non ha il pane..chi ha il pane non ha il pene …mi verrebbe da dire.. gente perennemente insoddisfatta …Uff makeppalle!

    • Sì, ci sono le due categorie: quella che tromba ma non è soddisfatta della situazione sentimentale troppo precaria e quella con situazione sentimentale sicura e ferma ma che non tromba.
      Potrebbero scambiarsi i partner.
      Invece rimangono perennemente a incancrenirsi senza cambiare una virgola.

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