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La festa della donnola

Domani è la festa della donnola e io sto già seduta sulla riva del fiume in attesa.

Di tutta la serie di post/temino che scorreranno tra le acque pixellose di questo luogo.

Ci posso anche schiaffare già dei titoli/commenti: 1) La festa della donnola ricorda un evento tragico, non è un giorno per andare a fare la mignotta in giro; 2) La festa della donnola è tutti i giorni, non è giusto che ci sia un solo giorno all’anno per ricordare le donnole (o per smignotteggiare in giro).

Fine festa della donnola.

Per mero spirito di contraddizione, assolutamente sterile e fine a sé stesso, mi piacerebbe sovvertire l’ordine dei post/temino.

Che ne so… il giorno della festa della donnola parlare del Natale, anche qui con due diversi approcci: 1) Il Natale ormai è diventato una festa consumistica, si spendono soldi per mangiare e per fare i regali; 2) Il Natale devi per forza stare con i parenti, depressione, ipocrisia e compagnia bella.

Fine Natale.

A Natale, invece, si potrebbe parlare del 25 aprile: ormai questa data è destituita del suo valore e significato, perché nessuno più ricorda, perché la memoria…

Il primo maggio io ci metterei sicuramente San Valentino: 1) Festa consumistica; 2) Single depressi.

Del primo maggio ne parlerei il giorno dei morti, stante la morte del lavoro, direi che si rimane in tema. Requiescat in pace amen.

Poi c’è la festa della mamma, che vale sempre un po’ di più di quella del papà, perché la mamma è sempre la mamma, i figli so piezz’e core e ogni scarrafone è bello a mamma sogliola.

La Pasqua, invece, è sempre poco cagata: non ha efficacia, non ha mordente. C’è poco da dire. Però, con un piccolo sforzo, si potrebbe ravanare tra i ricordi e tirare fuori le gioie fanciullesche delle uova di Pasqua e della sorpresa, ormai indefettibilmente soppresse dalla tristezza adulta. E io qui immagino una bella cacca gigante di Arale. Che è rosa e a Pasqua ci sta bene.

Di ferragosto non gliene fotte una mazza a nessuno perché è estate, non significa pressoché nulla, in genere serve solo come data spartiacque per le ferie.

Ma, in fondo, chi davvero si ricorda delle donnole? Chi davvero attribuisce la giusta rilevanza alle donnole?

Nessuno.

Nemmeno le donnole stesse, ormai abituate a barcamenarsi tra coniglietti e sorci.

Eppure la donnola, cazzarola, è addirittura in grado di uccidere quel biscione del basilisco…

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58 risposte a “La festa della donnola

  1. diamanta

    Guarda c’è di buono che domani è sabato, la percentuale di gente (e di post qui e sui social di conseguenza) si ridurrà drasticamente al 25/30% 😉

    • Gintoki

      Ci son sempre i giorni successivi per fare post, abbi fede!

    • ‘Rca miseria! Quindi se scrivo un post sul Natale con jingle bells e la neve che scende sul blog, non me lo caga nessuno???

      Addà passà la festa.

      • E non vogliamo citare tutte le foto con sfondo di mimose, e i toni drammatici dei racconti di violenze e donne ammazzate? Tutte (ed anche qualche uomo, più per piaggeria che per immedesimazione) comprese nella parte drammatica di perpetrare una memoria che lunedì non sarà già più attuale.
        C’è di buono che a Milano le mimose saranno annegate nei coriandoli….

      • “una memoria che lunedì non sarà già più attuale.”

        Non solo.
        Ma magari quella stessa memoria sarà calpestata dal ritorno a una quotidianità che, nei fatti, la contraddice: le donne che sembra non sappiano vivere senza un uomo; le donne che educano i figli a cocco di mamma che si deve cercare la brava moglie che sostituisca la madre; le donne che diventano mogli sostitutive delle madri… ma allora de che stamo a parlà ???

      • diamanta

        dipende… se ci metti le renne sexy, la neve di un altro tipo e babbo natale che ha un’anima un pò hard, secondo me attira tantissimo 😛

  2. Prima di tutto: applausi a scena aperta. Ormai c’è talmente tanto luogo comune in qualunque festa comandata o suggerita o anche solo vagamente udita nei corridoi che non se ne può più.
    La donnola ha potenzialità, ti stupisce. Personalmente ne vengo stupito ogni giorno… e stupisco ogni giorno. Soprattutto perché sono bello. E questo, cara Tilla, è uno dei miei vantaggi come sai. Sono bello e me ne frego.
    Io a Carnevale parlerei di Halloween, tanto ormai è la stessa cosa. Vestiti fuori misura per feste fuori ordinanza. E poi, per te, parlerei ore ed ore della Festa della Repubblica, che tutti amano quando non c’è, quando si fa i cazzi propri e non ti viene a rompere. Io la odio e sono Germanico dentro. Fanculo all’Impero Romano! Viva la battaglia di Teutoburgo.

    ps: visto che gli articoli li leggo tutti, sai che avrai un posto nel mio Pantheon per l’ultimo tag che hai inserito! Ti porto sull’Olimpo con il sottoscritto.

    • “Sono bello e me ne frego.”
      Ogni volta che lo scrivi, mio Sire, ho un brivido lungo l’omero sinistro. Mi arriva persino all’ulna…

      Repubblica… i paesi in cui si vive meglio sono monarchie.
      E, a proposito di monarchie, stavo pensando che dovremmo sposarci: un matrimonio assolutamente solenne in un’immensa cattedrale gotica, con un organo gigantesco. Pomposo e kitsch, trasmesso in mondovisione.
      Uno di quei matrimoni che usavano celebrarsi per evitare guerre, creare alleanze, unire regni e in cui, poi, ognuno si faceva i cazzi propri.

      • Se arriva all’ulna è ancora poco…devo fare di più. Devo fare molto di più.
        Guarda, io punto sulla Monarchia… almeno se devo maledire qualcuno, maledico lui. L’unico. Il solo. Quello che se ne batte la cippa del popolo e fa quello che vuole.

        Mm… la proposta suona allettante, tu sai vero che devi portare la dote no? Sono povero in canna e perciò quelle quattro cose che puoi portare sono tutto di guadagnato!
        Vuoi anche colombe che verranno freddate in volo? Caccia alla volpe? Bambini che piangono e svengono? Io scatenerei anche una guerra così, tranquilla… serve sempre per cementare una relazione duratura.
        E poi i cazzi propri mi sembrano una prospettiva da lodare. Basta con catene e legami d’acciaio! Solo il bene del popolo suddito.

      • Uhmmm sta storia della dote… è che io sono un po’ come Gollum con le mie cose.

        E scateniamola sta guerra, checcefrega? Ci prendiamo qualche soldo dall’industria delle armi.

        I cazzi propri sono il più forte legame esistente.

      • Ah, capisco, sono il tuo tessssoorrro! Mi sembra onesto sai. Allora due cuori, due capanne, due rendite. Una cosa di questo tipo?! Molto easy.

        Andata per la guerronza. Però per il grande evento pacchiano voglio l’armatura medievale, non serve, ma sicuramente mi si nota. E io, perdonami, voglio brillare rispetto alla sposa. ahahahah

        E sia!

      • Ancora non siamo sposati e già mi trovo in condizione di sudditanza?
        Ma porc… e vabbè vabbè.

        Vada per l’armatura. Ma allora io vengo nuda: secondo te chi guarderanno di più?

      • No, sudditanza no. Diciamo che siamo diversamente equilibrati. eheh…

        Grazie per la concessione. Diciamo che mi batti per KO tecnico. Nonostante la mia beltà, tu nuda mi precludi la vittoria a mani basse.

      • Dì un po’: è vero che sei alto?

      • Si. Non so qual’è il tuo metro di paragone per alto, ma io sono alto… non Shaquille O’Neal ahaha… ma abbastanza alto da essere considerato alto.

      • Uhmmm…

        Allora nuda e con tacco oltre i 10, altrimenti messi vicini sembriamo il secchio e l’olivaro e allora altro che “diversamente equilibrati”.

      • Vada per il tacco, direi che equilibra la cosa… mi conforto nel mio 1,85, perciò direi che posso sopportare anche un tacco leggermente più audace… ehehe

      • Avrei preferito non saperlo…

        E’ terribile per me saperti anche alto.

      • Vuoi che menta? Per te lo faccio..
        Per te divento anche una sorta di Danny DeVito, ma bello. Canottierona bianca, pelazzo ispido, dente d’oro e via dicendo… ehehe

  3. Topper

    Non hai citato il capodanno, con il suo famoso cenone e i suoi botti che introducono sempre un anno più bello del precedente. A novant’anni, in punto di morte, vivremo l’anno migliore di tutti.

    • E’ che in genere io faccio un tutt’uno con il Natale e fino alla Befana. Comunque il Capodanno mi fa sempre venire in mente la scena dell’Ultimo Capodanno in cui Pappalardo lancia un televisore dal terrazzo.

  4. io per non sbagliare festeggio solo questo…

  5. Oh, bella donnola! ti sei dimenticata della Befana, Donnola per eccellenza.
    Mia cara, adorata e dolce Tilla, come diceva La Magnani: “Non so se sono un’attrice, una grande attrice o una grande artista. Non so se sono capace di recitare. Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Devono essere vere, ecco tutto.” Mostriamo quante qualità abbiamo, credendoci innanzitutto noi e senza nasconderle. Così che gli altri non potranno più fare a meno di coglierle.
    Felicità!

    • Germoglia adorata, io schiaffo tutto insieme al Natale.
      Però debbo contraddirla su un punto: non sono d’accordo sul fatto che si debba star lì a preoccuparsi di mostrare le proprie “qualità”. Anzi. Alle donne, più che agli uomini, è SEMPRE stato richiesto di mostrare delle qualità. Sono state persino imposte le qualità da dover mostrare.
      Basta co sto affanno a mostrare qualità, ma per chiunque. Anche perché il concetto stesso di “qualità” non è molto chiaro.
      Gli stessi aspetti in un individuo vengono interpretati come qualità da qualcuno e come difetti da qualcun altro.
      Peraltro io non vorrei mai essere apprezzata o amata per le mie qualità, ma per l’insieme che compone il mio sé.
      Preferisco che ognuno si mostri per quel che è. Anche senza “qualità”.

      • Lei, cara, che è sempre in grado di riordinare il mio dire, ha ragione da vendere. Sono stata troppo sintetica ed evasiva, come a volte mi accade. Nel mostrare le proprie qualità intendevo: essere e non apparire, per quello che si è nella totale qualità, quella che ci fa diversi da individuo ad individuo. Perché anche quella non qualità che dici te, ha valore e identifica.

      • Sì mia cara, intendevamo la stessa cosa.

        E’ la parola che amo di più: individuo.
        Qualsiasi comunità (e società) dovrebbe essere una somma di tanti individui.

  6. harahel13

    peggio del peggio saranno le donnole che si riuniranno da qualche parte a gozzovigliare.

  7. poetella

    e allora…
    buOna Non festa della donnola…oggi!
    e dopodomani…
    e dopocopodomani e
    dopocopocopodomani e ….

    Ba’. Me so’ stufata.
    Tillula donnola…
    SEI UN MITO!

  8. Ahahahah! Grande tra mitologia, politica e canale 5! Ma Tilla perdonami ma non ho potuto fare a meno di anagrammare… e domani sarà la festa del “nonlado”.
    Un bacione!

    • Ah Mita! Meno male che mi hai fatto un anagramma! Ti pensavo perché volevo trovare un anagramma adeguato a: chi dice donnola… e gnente! Non m’è venuto! Nessun gioco di parole. Sbufff!

      Bacio a te!

  9. Meraviglioso, t’hai proprio ragione t’hai! Pensa che Google qui da me si è pure anticipato e mi fa gli auguri oggi. Che poi son pure allergica alla mimosa…

  10. ahh ci voleva proprio un resoconto calendaristico di tutte ste ca**o di feste che sistematicamente dimentico ..
    *Come sempre grazie a lei !!!!

  11. giacani

    E va be’, un altro post da incorniciare. Se non lo faccio è solo perché sono terribilmente geloso di quel marcantonio di Zeus, che per me diversamente alto, diventa una vetta irraggiungibile. Tornando al post, hai dimenticato di ricordare le virtù terapeutiche ed attrattive del famoso pelo di donnola, già citato dal famoso poeta in un vero e proprio Inno alla donnola…

    • Mio caro Giacani,
      ma il matrimonio tra me e Zeus è evidentemente di mero interesse: lui ambisce alla mia ricca dote e io mi garantisco un posto nell’Olimpo.
      Certo, per essere alto è alto…
      Ma sai che ti dico? Hai presente il detto “altezza mezza bellezza”? Ti rivelo che è sempre stato erroneamente interpretato. In realtà l’altezza è mezza bellezza perché la bellezza intera è propria solo dei diversamente alti.

      Figuriamoci se non ricordo le virtù del pelo di donnola… ne ho fatto ampio uso nella vita!

  12. marco

    Ecco perché mi piaci.
    Riguardo le festività in generale avrei solo una grande furia distruttiva. Invece è molto più bello confonderle e girarle come una trottola come fai tu; è più divertente! E così si festeggia lo stesso.
    Quanto poco è post-moderno il mondo d’oggi che si dichiara tale

    • marco

      Ps. E ti ri-vengo a cercare..
      La pasqua è l’unica festa che mi attira di più tra tutte, a causa dei miei sporchi retaggi cristiani. E mi fa venire in mente pure la Fenomenologia dello Spirito, “la passione assoluta o il Venerdi santo speculativo”, il “calvario dello Spirito assoluto” e amenità varie… Siamo già a Marzo e mi sento vecchio.
      Sulle donne insegnami tu

    • Non cercare di darti un tono: ti piaccio perché ti piacciono le mie chiappe.

      Ma io cellò mica con le feste, porelle. Sbuffo, come per ogni ambito della realtà, per l’interpretazione. E poi mi viene sempre in mente quando facevo le elementari che ogni anno per ogni festa si faceva il temino.

      Non usare mai più sul mio blog la parola post-moderno: dopo 4 anni de filosofo non la posso più sentire!

      • marco

        Mi accorgo che anche nella critica alle sovrastrutture sono terribilmente sovrastrutturale, come se avessero una loro entità veramente.
        Col concetto di intenzione e di interpretazione, invece, tu parti sempre dall’umano e dal soggetto

  13. Michele

    io mi butterei a festeggiare la mangusta, che peraltro sarebbe pure significativa in quanto cacciatrice del famoso serpente che tentò con successo la prima donnola 😉

  14. Bene, finalmente ho trovato una cosa di cui VERAMENTE vantarmi: in 36 anni di insegnamento non ho MAI fatto fare un tema su una qualsiasi festa. MAI.

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