Pubblicato il

Mood: tra lo scojonato e l’isterico.

Listening to: Rotting Christ con aria sognante.

Watching: Kinky Miss Paige Turnah Dominates Lexi Lowe, versione in HD.

Eating: pizza di ieri, lasciata aperta sul tavolo a rinsecchire.

Drinking: credetemi… non vorreste mai saperlo…

Reading: “Come rendere felice il vostro uomo preparandogli torte da Nonna Papera con il fazzolettino in testa” alternato a: “Come rendere felici voi stesse con il primo sconosciuto bello come il sole incontrato per caso”.

Uselessly flirting with: Zeusstamina, spudoratamente, e Gintoki, osservando perplessa come butta. Alternati o anche insieme.

Scratching: my balls.

 

Ci sono persone che quando stanno male o sono preoccupate o sotto stress o con le palle girate devono per forza, a tutti i costi, parlare parlare parlare parlare. Senza mai smettere, nemmeno per un secondo: potrebbero guardarti perire sotto i loro occhi mentre ti disidrati, dimagrisci, fai i tuoi bisogni sul posto ecc. ecc. e NON smettono.

Poi ci sono quelli che ogni giorno trovano qualcosa per cui lamentarsi, borbottare, piagnucolare, evidentemente al fine di avere qualcosa da dire, essendo sguarniti di altri argomenti, e parlare parlare parlare parlare, mentre io mi sento il sangue nelle vene diventare cianuro, arsenico, curaro e antimonio, e cogliere il momento migliore per azzannare e finire gli ultimi scampoli di rotture di coglioni.

E ci sono quelli come me che, quando stanno alla canna del gas o con le fiamme dell’inferno negli occhi e il desiderio di proiettare un raggio laser che possa sezionare in modo perfettamente simmetrico una larga percentuale di umani, non vogliono avere gente tra le palle. Non vogliono parlare. Non vogliono ascoltare. Preferiscono starsene per i cazzi loro e non interagire con chicchessia. E’ l’unico modo per far finire in fretta l’apocalisse.

Detto ciò, io mi domando come mai il mio migliore amico, che, santalamadonna, mi conosce da 23 anni, ogni cazzo di volta che mi trovo in quelle condizioni per le quali è meglio evitare, mi si presenta innanzi e comincia a guardarmi con la faccia di uno che gli scappa la diarrea nella metro.

Perchè?

E’ inevitabile che io poi me la prenda con lui, no?

Poi c’è sempre il qualcuno di turno, a cui dico: “Guarda, ciò le palle girate, ho bisogno di stare da sola”, che non significa un anno o un mese, magari un paio di giorni. E invece no! Il qualcuno di turno è matematico che attacca a scassarmi la minchia con domande e telefonate.

MA PERCHE’?

Ma, diosanto, accettate la vostra impotenza!

L’unica in grado di aiutarmi sono io.

Si ringrazia Dorotea per la gentile partecipazione, con inchino, nascondendo il volto con il ventaglio, indossando parrucca settecentesca bianca e applicando neo finto e cipria sulle maestose tette sollevate da un corpetto strettissimo.

Annunci

86 risposte a “

  1. Hydor Tesla ⋅

    you win

  2. ..i peggiori sono quelli che tentano di farti sentire in colpa.
    “Insomma, a che servono gli amici se non li chiami nel momento del bisogno!”
    No, loro vogliono i pianti di gruppo e le incazzature collettive, manco fossimo ad una pubblica esposizione di sfighe da collezione.
    Io la penso come te, mollatemi un paio di giorni, e torno la solita stronza.

    • Ecco, il mio migliore amico fa così: fa la faccia preoccupata e ansiosa, io ringhio, lui si offende e contrattacca cercando di farmi sentire una stronza. Ne nascono acidissimi litigi.
      E’ come se io non avessi il diritto di star male perchè altrimenti casca il mondo.

      • Hai mai provato a scandagliare l’ipotesi che una volta che uno ha provato l’ineffabile, cioé il dolce nirvanico della tua compagnia, possa poi provare panico, panico incontenibile, accorgendosi che vi sono spazi e tempi nei quali non gli è consentito l’accesso per una eventuale ennesima ripetizione? Io, figliola, avessi l’età, vorrei stare perpetuamente attaccato come un infante, ma non alla mammella…

      • A questa tua teoria preferisco non rispondere. Ma non riesco a nascondere un sorrisetto sghembo.

        A cosa vorresti stare attaccato?

  3. diamanta

    accettare l’impotenza in qualche modo mette in discussione le loro paure…

  4. rodixidor

    Come fai a non esser incazzato nero se inizi la giornata mangiando rimasugli di pizza fredda ? Questo è puro masochismo!

  5. Bia

    Idem. Quando ho le palle girate, statemi alla larga. E no, non funziona chiedermi continuamente se mi è passata! NON FUNZIONAAAA!!!!

  6. annaba1

    Condivido parola per parola 🙂 Il dramma sono le persone che credono che tu ce l’abbia con loro perché non hai voglia di parlare. Ogni tanto mi verrebbe da dire: non ce l’ho con te, ma in questo momento mi sto abbastanza antipatica da sola e non c’è bisogno di stare anche antipatici al prossimo.

  7. marco

    “L’unica in grado di aiutarmi sono io”
    Voglio anche io “L’arte della guerra” di Sun Tzu in bagno.
    Spesso però mi fermo al “watching”, lo sai (ne dubitavi!?!)

    • Giacchè me lo nomini, te la racconto la mia storia di Sun Tzu.
      Circa 25 anni fa me lo regalò un uomo, che aveva allora la mia odierna età, con cui avevo una relazione. Me lo regalò al nostro ultimo incontro dicendomi: “Usalo solo per difenderti”.
      Quell’uomo è una delle poche persone nella mia vita che ha saputo e voluto insegnarmi cose fondamentali.
      Era un ex tossico che, disintossicatosi dall’eroina, aveva per passione personale imparato alcune lingue straniere e dopo lunghe e articolate vicissitudini era, al momento della nostra relazione, l’amministratore di una grande società che commerciava con la Cina, infatti andava e veniva di continuo.
      Un giorno te la racconterò bene questa storia.

  8. L’accostamento fra il fazzoletto fra i capelli, la torta di Nonna Papera ed il video è perfetto.
    I Rotting Christ sono pura liberazione.
    Il resto, da parte mia, è silenzio.

    • Sire, tu dai la stura al mio personale esempio di contrasto tra l’Homo Faber e la sfiga: compro ballgag in serie per mettere a tacere le persone e l’unico dinanzi al quale mi pongo come Michelangelo con il suo Mosè – perchè non mi parli? – ovviamente tace.
      Ma non temere: non ti percuoterò il ginocchio con un martello.

      • Cara Tilla, lo sappiamo entrambi che il nostro comune desiderio è frustrato dal fato.
        Quando io mi pongo silente e vigilo, tu vuoi che favello. Quando favello, il mio compito sarebbe quello di rimanere silenzioso e riverente.
        Tu, Sanguinaria Principessa dell’Inferno, sei invece algida e splendente… e sempre ad un passo di distanza dalla portata della mia mano.

      • Caro Zeus, ho abolito il verbo “volere” dal mio vocabolario personale per te.
        Io non voglio. Semmai desidero.

        “Ho spiegato mille passi più uno per stringermi in un angolo spinoso.

        Ma se il silenzio si apre in spazio di ferita meschina, allora saranno mille passi più due quelli che pianterò come croci lungo la strada del ritorno.”

        C’entra una cippa se non per assonanze, ma mi andava di citarmi.

      • Guarda, voglio spendere una parola, a cazzo di cane, su quello che hai scritto: viva la pizza fredda e fanculo al resto. E aggiungo, la pizza con sopra il kebab è il nuovo dedioboiachemangiata.

        Oggi, O Dolce Signora dalle Lame Terribili, ti ho pensato mentre mi sparavo i Nile a casa. Mi son detto, quando trasloco dall’Olimpo in Egitto, rendo schiavi quei quattro popolani, il Faraone e ti regalo la Provincia come pegno. Cosa ne pensi?

        Lo so, son commenti a cazzo, ma oggi ho la croce rovescia sullo stomaco ed il demonio dentro.

      • Oh, finalmente sento la tua voce!
        Il tuo status odierno mi è assai noto ed è per questo che ancora di più ti adoro.

        Ti ringrazio per il dono. Se si potesse estendere fino alla Mesopotamia…avrei degli interessi laggiù.

        Mi ritiro in buon ordine.

      • E Mesopotamia sia. Voglio proprio andare a trovare Marduk, mi sembra un dio simpatico. Ho giusto voglia di fare due parole con lui.

        Continuo il mio peregrinare in questo mondo… il conto alla rovescia è lento…

  9. rideafa.

    questo è uno dei motivi per cui:
    non ho mai la suoneria al cellulare.
    non ho feisbuc
    non vado mai al cinema con qualcuno, chè il cinema per me è una còsa di me con mòi.

    ora, magari può sembrare che non c’entri gniènte, però essere un pò dissociata, tipo che la giènte pensa: oh questa è scièma, facilita pure l’afasia senza giustificazione.

    • rideA anche io ho la suoneria spenta e spesso capovolgo il cell perchè la lucetta lampeggiante rossa del BB è come un incubo ricorrente; non avevo feisbuc e ora lo cago poco e niente; sono anni che non vado al cinema nemmeno da sola: vado solo alle anteprime delle case di produzione oppure giovo di una sala proiezioni privata (non mia).

      In quanto all’essere scema mi pare abbastanza evidente, eppure…

      • rideafa.

        tilla.

        anche mòi ci ho quella lucina lì.
        ùh, altra còsa che ci accomuna.
        forse sei me. o io te.

        sala proiezioni privata?

        auào.

      • Quella lucina è causa di nevrosi.

        No beh, sembra che sia amica di un magnate dell’industria cinematografica. No. Però la sala c’è.

        Sento che la mia vena isterica degli ultimi tre giorni ancora non si è esaurita. Scommetto che tu non sei mai isterica rideA.

      • rideafa.

        mh.

        scorbutica parecchio.
        ma di solito quando lo sono, divento sul finale totalmente
        afasica.
        ma con sufficienza, eh.

        e perdo il senso dell’umorismo.

        isterica, non saprei. oddio forse.
        però sgradevole e piccata si.

        oddio, tilla.
        sai che non saprei rispondere. madonnina.

      • E’ isteria raffinata la tua.
        Io oscillo più tra la pesciarola e quella bisognosa di esorcismo.

  10. harahel13

    Non ho il raggio laser ma se vuoi ti aiuto a costruire una posticino come quello nel video e ci mettiamo un po’ di persone! ok?!

    • Ammmore… pessimismo e fastidio. Ma mai in versione lagna…

      Sto diventando impaziente. Un mese è talvolta lunghissimo.

      • bakanek0

        Sarà che riesco a immaginarmi l’espressione del tuo amico di lunga data mentre ti guata stile setter in punta.
        Sarà che mi distraggo piangendomi un melodramma coreano (oppa…), dove il protagonista col lucidalabbra scopre di essere il figlio abbandonato di una spietata Ceo che gli rapisce la fidanzata racchia per costringerlo a lasciare il paese.
        Sarà che tutti sono gentili e mi invitano a fare cose, e io vorrei soltanto che passasse questo mese.
        Sto imparando il significato del verbo “agognare”

      • “il protagonista col lucidalabbra scopre di essere il figlio abbandonato di una spietata Ceo che gli rapisce la fidanzata racchia per costringerlo a lasciare il paese.”

        AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!
        Ma perchè non esistono davvero? Vabbè, è un po’ come il mondo almodovariano che sogno da una vita.

        Son due giorni che io e l’amico si litiga rancidamente con potenti schizzi di veleno e gioco al rimpallo sulle colpe (ma è normale, accade ciclicamente).
        Nel mentre si inserisce diolagna, che, come puoi ben immaginare, si abbina male al momento.

        Siamo ben oltre la gnorgna. “Agognare” di solito fa il paio con “soffocare”.

      • bakanek0

        Ti ordino di mettere in valigia un capo sbrilluccicante di sequins: ho una visione notturna di stradine illampionate di giallo, rumore di tacchi sui pianciti e saette argentate di fianchi che si sfiorano tra risate come cascatelle.

      • Voglio sentirmi lo champagne frizzarmi nella gola e suscitarmi risa altrettanto frizzanti.
        Voglio esseri, meglio se non umani, che non si piantino paletti dinanzi al proprio cammino, ostacolando anche il mio.
        Voglio spendere fottii di soldi in cazzate belle e piacevoli.
        Voglio sorridere a chi mi sorride per strada durante gli incroci di attimi.
        Voglio dire il cazzo che mi pare a chi mi pare.
        Voglio ingoiare una sacher intera e magnarme kilate di gulash.
        E voglio tagliare la testa alle persone senza dover fingere che mi dispiaccia almeno un pochino.

  11. Michele

    post che suscita più domande che risposte…
    tipo: cosa mai starai bevendo?
    oppure: l’hai almeno scaldata la pizza di ieri?
    e anche: perché non sono mai il primo sconosciuto bello come il sole (ma anche senza questa seconda parte) con cui qualche fanciulla renda felice se stessa?
    e aggiungo: perchè troppa gente perde tempo a lamentarsi quando potrebbe trombare?
    ma la domanda più pervicace nella mente è: ma come cacchio è la faccia di uno cui scappa la diarrea nel metrò??

    • Maicol, sicuro di voler avere tutte le risposte?
      No che non l’ho scaldata, secondo te posso perdere tempo e distrarmi dall’isteria?
      Và che è pieno di fanciulle che se non c’è amore, sentimento, conoscenza, 400 anni di parole, 7000 anni di intimità acquisita (cioè tutto ciò che a me fa smosciare le gonadi) difficilmente apprezzano lo sconosciuto.
      “perchè troppa gente perde tempo a lamentarsi quando potrebbe trombare?” —-> sei il mio sconosciuto preferito. E cmq sono isterica anche per quello.
      Sono piena di amici che soffrono di colon irritabile, a certe espressioni ho fatto il callo.

      • Michele

        ahahahahah ora con le risposte mi sento molto meglio, e visto che il mio colon gode di magnifica salute mi offrirò come sconosciuto fingendo di non conoscerci 😉

      • Fingere di non conoscersi è stupendo!

        Mai nessuno che sappia giocare come si deve: sempre ste pretese di serietà, di regolamentazioni, di precisazioni, di cheppallediomio!

        Ah, peccato tu sia lontano, la tua anima straordinariamente ludica è di grande conforto.

      • Michele

        Eh già. Come saprei giocare io. Ma mai dire mai 😉

  12. Topper

    Ma il tuo amico si presenta proprio per quello. Che amico sarebbe altrimenti? Fa il capro espiatorio, come il signor Malaussène di Pennac.

  13. Eppure mi interessa il drinking

  14. Devo dire, però, che sentirmi un pezzo di merda quando gli amici mi riprendono per i miei momenti di estatica incazzatura all-alone mi scuote abbastanza. È come se moltiplicassero un meno al meno del mio umore, e ne uscisse fuori un “più”, che è la chiave con cui mi rendo ridicola di fronte ai miei stessi occhi… Sganasciarmi di fronte a quel ghigno all’ingiù, che poi diventa solo una posa, è l’unico modo con cui spesso riesco ad uscirne.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...