Troppi pensieri stanotte

C’è un po’ troppa confusione qui dentro stanotte.

E’ una confusione diversa da quella cui sono abituata e che solitamente si manifesta come una velocissima successione di problematiche ed eventi e emozioni contrastanti che tendo a risistemare e ricollocare in tempi altrettanto brevi.

Stanotte, invece, è tutto molto più lento e ponderato. Ho il vago sospetto che la mescolanza d’alcolici e robetta chimica influisca in qualche modo sulla tempistica e sospetto che influenzerà anche la sintassi di queste righe (ma c’era pure sticazzi al riguardo).

Innanzitutto mi si mischiano le lingue come non mai. Il “solitamente” di poco fa continuavo a pensarlo in 普通话 e, cazzo, non mi veniva in italiano.

La serata è stata bella qui a casa con due amiche. Ci siamo divertite. Non è che ci si conosca da tanto tempo e così bene e ancora non capisco esattamente cosa trovino di così divertente in me. O, almeno, in alcuni miei modi di essere. Si schiantano dalle risate quando dico cose che per me hanno un tono normale. Cioè se ho una reazione che per me è normale ad un certo evento, loro spesso scoppiano a ridere. Forse è il mio modo di essere dissacrante o il fatto che minimizzi tutto. Non lo so, devo studiare meglio la questione. Però mi sono divertita, per questo ho dato seguito reiteratamente alla mescolanza chimica, senza che loro sospettassero, tanto sembro sempre normale, solo il mio cervello nota la differenza.

La seconda questione gira intorno alla circostanza che una persona, oggi, non sapendo niente di me, mi ha detto un paio di cosette al mio riguardo che non dovrebbero apparire così evidenti o, quantomeno, non lo sono comunemente (e “comunemente” in 普通话 è uguale a “solitamente” e infatti dagli che mi torna in testa) e un po’ mi secca. E non ha esattamente a che fare con il mio marcato lato maschile, caratterialmente parlando, che invece d’aspetto sono spudoratamente femminile. Ha a che fare con alcune sfumature che proprio non vorrei fossero evidenti. E qui mi diventa ancora più confusa la cosa, perchè non capisco se mi piace che questa persona le abbia notate o se invece non mi piaccia. E, ugualmente, non capisco la persona che me le ha dette.

La terza questione, invece, ha a che fare con una vecchia storia. Cioè non è proprio una storia, una mezza storia direi. Non è il caso di fare un mistero qui della circostanza che io abbia avuto uno strafottio di uomini (ho avuto anche donne ma 很少) e per strafottio intendo un numero che non sono in grado di ricostruire. E sono sempre stata trasversale, come in tutto nella mia vita, per età, aspetto fisico, ceto sociale, cultura ed anche abitudini sessuali. Ho avuto, certamente, storie importanti e durature, ma anche molto altro.

Nell’altro è compreso quello che 5 anni fa era ancora un ragazzo ed oggi è un uomo, che è durato all’incirca 4 incontri in un mese. Poi, siccome sono fatta un po’ così, è bastato un alito di vento perchè io mi infastidissi e lo liquidassi in un attimo. Però quel ragazzo a me piaceva molto, mi piaceva sotto moltissimi aspetti. Perchè mi somigliava e forse questo mi infastidiva pure. E a raccontare come l’avevo conosciuto, mi rendo conto che potrebbe proprio apparire strano. Perchè il ragazzo era stato scelto per me da un uomo, perdutamente innamorato di me, come dono d’amore e segno di assoluta devozione. Lo so lo so, sembra una cosa folle, ma non è proprio il caso di addentrarci in questa storia.

Sta di fatto che, dopo diversi mesi, durante i quali non ho mai risposto ai messaggi del ragazzo che, gentilmente ma senza troppi fronzoli nè cagate lacrimose, mi faceva gli auguri, mi salutava e blablabla, ad un certo punto ho fatto intervenire l’indulto e ho ricominciato a rispondergli.

Per quattro anni non ha mai smesso di scrivermi, di raccontarmi come nel frattempo si evolvesse la sua vita, di inviarmi sue foto nelle quali mi mostrava i suoi cambiamenti fisici e si trasformava da bel ragazzo in bell’uomo, consapevole della mia particolare sensibilità alla bellezza, di parlarmi di letteratura ed arte, di narrarmi delle sue storie sentimentali mai soddisfacenti e di chiedermi di potermi rivedere.

Nell’ultimo anno le nostre comunicazioni si sono intensificate e più di una volta si è trovato sotto casa mia per lavoro e non ha mai smesso di chiedermi un incontro anche solo per un caffè. Che ho sempre negato.

Ora mi trovo dinanzi a questo dilemma, che, comprendo, per molti sarebbe di facile risoluzione, ma non per me. L’uomo che è diventato a me piace davvero molto, perchè è la migliore evoluzione possibile del ragazzo che era e che già mi piaceva. Quindi, ovvio sarebbe che io lo rivedessi. Eppure non mi va. E non so e non capisco perchè. E più ci penso e meno ne vengo a capo. Perchè le parole che scambio con lui, che, in fondo, mi conosce meglio di tanti altri e di me sa taluni aspetti più nascosti, mi sono immensamente piacevoli. E’ bellissimo dialogare con chi sa cogliere ogni sottile sfumatura ed ogni vago accenno magari a qualche personaggio di uno dei libri che amo e, nel contempo, sa amare le mie più becere e camionistiche imprecazioni. Ma è una cosa che devo risolvere, perchè odio la stasi e prima o poi devo uscirne.

Infine mi piacerebbe poter dire ad una persona (specifica in questo caso) che ama innamorarsi e che ama corteggiare, per il mero fine e piacere di farlo, che questo è un gioco che conosco a memoria ed al quale non ho mai perso. 你对我不了解得太好, 所以小心。

 

Quando domani rileggerò ciò che ho scritto, con il cervello funzionante, forse capirò cosa devo fare. Per questo ho scritto tutto il pappone di cui sopra ora che funziono solo a metà. Facciamo anche un quarto, và.

P.S. il 普通话 non può essere tradotto con google che scrive solo cagate.

 

Annunci

Pensiero dell’ora di cena

La gente è strana.

Urla a viva voce di volere la verità, solo la verità, nient’altro che la verità. E se scopre d’esser stata ingannata, se rinviene l’assenza di autencità, il falso, sbraita, reclama e si incazza.

Lo capisco.

Eppure, ugualmente spesso, quando si trova dinanzi agli occhi proprio la verità, solo la verità,  nient’altro che la verità, fugge inorridita. Ed ogni tanto se la fa anche nelle mutande.

E  la tanto agognata verità è talmente seccante e fastidiosa, reca disturbo, fa paura, che spesso viene messa in dubbio. Suscita sospetti, sguardi guardinghi, fino a spingere ad affermare: “No, non è vero, secondo me non è vero”.

Anche questo capisco.

La gente è strana.