E insomma ero a cena stasera, ingozzandomi in modo inverecondo ed estremamente gaudente come non mi accadeva da mesi e mesi, quando mi squilla il cellulare, che ultimamente guardo con un certo astio, anche senza motivo.

Ares (l’ultimo ex).

– Aò, sto a magnà –

 – Aò, bella. Ti devo dire una cosa: ho fatto un salto al locale di D., indovina chi ho conosciuto per caso? –

– E che ne so io? –

– Una persona di cui mi hai parlato una cifra una cifra:  K***** –

Sobbalzo.

– Ma che davero? –

– Sì ho sentito uno che lo chiamava con quel nome, l’ho guardato, corrispondeva alla descrizione che mi avevi dato e allora sono andato a parlargli –

– Embè? E? –

– E’ una branda*, cazzo! –

– Sì lo so che è una branda, ma che avete parlato di me? –

– Ovvio. Non sai quello che mi ha detto: quanto è affezionato a te, quanto ti vorrebbe rivedere, cose così. E’ simpatico na cifra. Ma è na branda, cazzo! M’ha spappolato una mano quando ci siamo presentati –

– Sì sì, lo so che è una branda, ma davvero t’ha detto che è affezionato a me e mi vorrebbe rivedere??? –

– Avoja! Ha usato delle parole bellissime –

– Ma tu sei sicuro sicuro sicuro? Non è che era ironico?-

– Sicurissimo. Avete scazzato millemila anni fa, mica ieri. Aò cià le mani che so du tenaglie, fa paura quell’omo –

– Sì, lo so. Vabbè, famme finì de magnà, poi se risentimo. Cià –

– Cià –

La vita è incredibile. Assurda e incredibile. E io sprizzo gioia da tutti i pori. Durerà al massimo un paio d’ore il guizzo ballerino, ma per le prossime due ore lancerò coriandoli saltellando per la casa. Ma tu guarda i casi della vita, ma tu guarda…

*Essere na branda: essere in quella forma fisica per cui i muscoli sono particolarmente particolarmente evidenziati.

 

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Mia madre mi ha partorita già con la corazza indosso.

E prima di morire qualcuno mi ha insegnato a volare.

Ho un mantello ampio abbastanza da ospitare tutti i miei figli.

Creature generate dai mostri delle mie notti.

Belli come gli angeli scaraventati dal cielo su una terra di esseri piccoli e deformi.

Propaggini del mie seme sparso a corrodere il tempo sporco delle vostre bocche bavose.

L’unico prezzo da pagare è la paura.

E quando mi do la spinta verso l’alto che nessuno tenti di afferrarmi le caviglie.

Perchè tiro calci sulla fronte dell’universo.

E stordisco le sciocche membra melmose abbandonate tra le paludi delle piccolezze.

Vi guardo dall’alto la bassezza di bisogni striscianti e purulenti.

Faccio solo finta mentre vi sputo coriandoli luminosi di disprezzo.

E quando ho le ali piegate sono i miei figli a schiacciarvi le mani appiccicose del lerciume delle vostre parole masticate di marcio.

Vi mangio un pezzetto alla volta mentre guardo gioiosa in faccia alla vostra apocalisse.

 

 

 

Finalmente mi nomo in cinese!

Finalmente il mio nome cinese, che sarà PER SEMPRE, il mio nome cinese, e che comparirà su certi pezzettacci di carta, è pronto!

我的老师, che è una geniaccia 很开朗也非常热情, me l’ha azzeccato preciso preciso, che nemmeno io l’avrei potuto scegliere meglio.

Mi spiace non poterlo scrivere, ma posso descriverne il significato, omettendo il cognome. I miei due nomi (che 在中国 sono usati sia per maschietti che per femminucce) significano:

– the first one: persona dalla forte volontà e determinazione, eroe, ma è anche il nome di un fiore (devo capire quale ancora).

– the second one: anticamente era il legno più grande e forte che sosteneva le case ed oggi è utilizzato per indicare una persona tanto intelligente e talentuosa da costituire  l’asse portante di una famiglia o di una comunità.

Profondamente profondamente onorata da questa scelta, nonchè commossa e, cazzo, felice!

我很高兴, 谢谢!